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Volontari Aib contro il rogo: «Al fronte 12 ore al giorno»

Il loro impegno è stato fondamentale per domare il rogo che ha bruciato oltre 2mila ettari di bosco fra la Valsesia e la Valsessera.

volontari aib

Volontari Aib: il racconto della loro lotta contro le fiamme che hanno divorato i boschi fra la Valsesia e la Valsessera.

Volontari Aib sul posto

Giornate da dodici ore per i volontari Aib durante le operazioni di spegnimento dell’incendio partito a Bornate e divampato per oltre una settimana. La convocazione alla sera dal comandante di staccamento: a ogni squadra viene chiesta la disponibilità a essere operativa l’indomani. Quindi i capo squadra formano il loro equipaggio e, una volta fissati orario e punto di ritrovo, iniziano le operazioni tra fiamme, fumo e imprevisti. «Noi ci muoviamo generalmente in gruppi di due, al massimo tre persone – spiega Gianluca Mora, responsabile dell’Aib di Grignasco -. Alle operazioni a Serravalle abbiamo partecipato praticamente ogni giorno, in tre. Durante la fase iniziale dell’incendio siamo intervenuti a Bornate, poi a Piane. Dalla base operativa ci sono state assegnate di volta in volta le varie zone su cui muoverci per contenere l’incendio. Non sempre ci siamo trovati sul fronte della fiamma, ma sono stati giorni veramente intensi, non è mai stato possibile abbassare la guardia. L’importante è lavorare sempre in massima sicurezza, muovendosi nel bosco in squadra così da coprirsi reciprocamente in caso di pericolo».

Le difficoltà

Un impegno assiduo, giorno dopo giorno: «Al mattino riceviamo dei sacchetti viveri con il necessario per trascorrere la giornata – prosegue Mora – e poi iniziamo le operazioni. Il rischio c’è sempre, è inevitabile in queste situazioni: il fuoco in un attimo può girare, le piante cadere, si fa fatica a respirare, gli occhi bruciano. Per questo usiamo sempre maschera, casco, protezioni». La zona di Serravalle interessata dall’incendio tra l’altro ha messo a dura prova gli operatori: «Ci sono punti molto ripidi e in alcuni casi è stato necessario muoversi a gattoni – spiega il capo squadra -. Alla sera eravamo letteralmente stravolti. Del resto questo incendio è uno dei più vasti mai scoppiati in Valsesia. Rispetto a quell’altro enorme che aveva interessato la Val di Susa due anni fa, a cui avevo partecipato, questo mi ha segnato molto di più. Quando sei sul posto, l’adrenalina aiuta ad andare avanti e a concentrarsi sulle operazioni, ma poi alla sera ripensando alla giornata, a tutti i rischi superati, la paura ti assale. E’ inevitabile, ma si va avanti».

Il ritorno alla normalità

Domato l’incendio, si torna alla vita normale: «Mercoledì ho ripreso il lavoro, i ritmi di sempre», racconta Mora che da una quindicina di anni presta servizio come volontario nell’Aib. Una sorta di missione la sua: nei casi di bisogno la vita privata passa in secondo piano e al primo posto c’è la solidarietà: aiutare il prossimo e salvare l’ambiente.

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