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Cronaca Novarese -

Ambulante di Ghemme a processo: ”Dammi 100mila euro, te ne rendo il doppio”

L’uomo, in carcere, è accusato di aver truffato e minacciato un barista alessandrino: ”Ti scambio gli euro in lire, quando li cambi in banca ci guadagni 100mila euro”

Si è aperto ieri a Novara il processo che vede sul banco degli imputati Roberto Carta, 51enne di Ghemme di professione ambulante. L’uomo ora si trova in carcere ed è difeso dall’avvocato Fabrizio Cardinali.

E’ accusato di truffa nei confronti di un barista alessandrino, che quattro anni fa avrebbe dovuto vendergli il locale, ma la trattativa era in realtà una truffa. 

«Dicevano che non riuscivano a cambiare le banconote in Sardegna e così hanno proposto di scambiare 100mila euro da me prelevati con 400 milioni di vecchie lire, che avrei poi scambiato in banca ricavandone 200mila euro, ovvero il doppio del valore iniziale. Mi sembrava un affare e così mi sono fidato». Questo il racconto dell’imprenditore alessandrino in tribunale.

I due si erano conosciuti nel 2012 tramite un amico comune, un ambulante che come Carta aveva un banco al mercato di Alessandria. Poi è iniziata la trattativa per l’acquisto del bar, con incontri in Sardegna e a Biandrate, al casello dell’autostrada, con la valigetta con i soldi. Proprio qui, durante un viaggio in auto nelle campagne del barista con Carta e due sconosciuti, stando al racconto dell’accusa era spuntata anche una pistola e i soldi erano spariti.

A un certo momento del viaggio uno degli sconosciuti avrebbe urlato di scappare perchè stavano arrivando i carabinieri; tutti si sarebbero dati alla fuga. Il barista, convinto di non aver fatto nulla di male visto che i soldi erano i suoi, in un primo momento non voleva scappare (anche perchè ha raccontato di non essere sicuro che quella macchina con i lampeggianti fosse dei carabinieri), ma poi è stato convinto ad andare via. 

Carta lo avrebbe rassicurato dicendo che all’incontro successivo gli avrebbe dato i soldi ma ovviamente quell’incontro non ci sarà mai. Il barista nel frattempo aveva capito di essere cascato in una trappola e non ha potuto fare altro che denunciare Carta alle forze dell’ordine.  

La prossima udienza sarà ad aprile.

 

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