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Bambina uccisa a Roasio 13 anni fa: ancora nessun colpevole

La tragedia avvenne nel 2005, la piccina uccisa a 22 mesi attende ancora giustizia

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Bambina uccisa a Roasio 13 anni fa: ancora nessun colpevole. La piccola Matilda, uccisa ad appena 22 mesi, attende ancora giustizia. Fu un calcio a ucciderla bloccandole il respiro, ma finora non c’è un colpevole.

Bambina uccisa a Roasio 13 anni fa: ancora nessun colpevole

Il prossimo 12 novembre si torna in aula, alla Corte d’Assise d’Appello di Torino, sul banco degli imputati Antonino Cangialosi, ex bodyguard ed ex compagno di Elena Romani, la bella hostess mamma di Matilda. C’erano solo loro due oltre alla piccola nella casa di Roasio quel 2 luglio 2005. La donna è stata assolta in ogni grado di giudizio, “al di là di ogni ragionevole dubbio”, come recita la legge. L’uomo invece è stato tirato in ballo due volte davanti al giudice ottenendo sempre il proscioglimento, ma adesso c’è un nuovo ricorso, un nuovo processo da affrontare. Sta di fatto però che nuove prove in questi tredici anni non ne sono uscite. La giustizia deve fare il suo corso. A riaccendere i riflettori sul caso Matilda è stato il “Corriere della Sera” che nei giorni scorsi ha annunciato la nuova data del processo.

La ricostruzione dei fatti

Era il 2 luglio 2005, piena estate, a Roasio, una giornata calda nella casa in piena campagna. Intorno alle 18 arriva la chiamata di soccorso per il decesso di una bambina di appena 22 mesi. Solo in un secondo momento venne fuori che la bimba era stata uccisa. A dirlo l’esame autoptico. La causa? Un colpo alla schiena. A novembre si aprirà il processo a carico di Cangialosi che avrà ancora a fianco Sandro e Andrea Delmastro come difensori. «Attendiamo di ricevere la notifica – spiega Sandro Delmastro -. ma rimaniamo comunque sereni. La sentenza di primo grado è inattaccabile». Quasi sicuramente comunque vada in Corte d’Assise d’Appello la vicenda finirà in Cassazione, ancora una volta.

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