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Bimbo di due anni ucciso: un colpo gli ha distrutto il fegato | VIDEO

L'autopsia rivela una sconcertante verità sul dramma accaduto l'altro giorno a Novara. Indagati per omicidio la madre e il compagno.

Bimbo di due anni ucciso: a Novara l’autopsia offre un quadro sconcertante. Un trauma nell’addoma ha provocato un’emorragia che ha devastato il fegato. Ma ci sono segni di percosse precedenti. Sotto accusa per omicidio volontario pluriaggravato la madre e il compagno che in quel momento era con lei.

Bimbo di due anni ucciso: la verità dall’autopsia

Il piccolo di due anni morto l’altro giorno in casa nel quartiere Sant Agabio a Novara è stato ucciso. La conferma è arrivata dall’autopsia fatta sul corpo del bimbo, Leonardo Russo, che avrebbe rilevato una compressione sul fegato tale da distruggergli l’organo. Non sarebbe dunque “caduto dal letto” come sarebbe stato affermato dalla mamma e dal compagno di lei, gli unici presenti in casa quando il fatto è avvenuto.  Come ricorda novaranetweek.it la madre del piccolo Leonardo, giovedì 23 maggio, aveva chiesto aiuto urlando disperata. Trasportato all’ospedale “Maggiore”, nonostante i tentativi di rianimarlo sull’autoambulanza, il bambino era giunto al reparto di rianimazione ormai senza vita. Nel video, qualche attimo della conferenza stampa convocata in Procura.

Due indagati per omicidio

Indagati per omicidio sono la madre del piccolo, Gaia Russo 22 anni, e il compagno di lei, Nicholas Musi, 23 anni (che non è il padre). I sospetti sono emersi quasi subito, quando sul piccolo corpo i sanitari hanno notato i segni di traumi che parevano fin da subito poco compatibili con il racconto della caduta dal letto fornita dai due adulti.  Tra l’altro, i segni sul corpo del bimbo rivelano anche maltrattamenti già pregressi: un quadro che va a peggiorare la situazione dei due, o quantomeno di uno di loro. Lei, incinta, è in una struttura protetta, lui è in carere a Novara. Adesso andrà accertata la verità: che cosa è accaduto realmente in quelle ore nella casa di Sant’Agabio.

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