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Borgosesia ha dato l’addio a ”Fiammifero”, tuttofare del carnevale

Tra le altre passioni di Pasquale Delfino, la squadra di calcio dell’Inter e il cantante Don Backy

E’ già passata una settimana da quando ”Fiammifero” si è spento per sempre. Pasquale Delfino era un personaggio molto conosciuto a Borgosesia, soprattutto per la sua collaborazione con il comitato carnevale e altre associazioni cittadine. Tante persone hanno voluto accompagnarlo nel suo ultimo viaggio partecipando venerdì alla cerimonia funebre in chiesa parrocchiale. Delfino aveva 63 anni e abitava in via delle Fontane ad Aranco. Proprio nella sua abitazione ha cessato di vivere, probabilmente a causa di un infarto: è stato ritrovato privo di vita proprio mercoledì della settimana scorsa. In passato l’uomo aveva lavorato in cooperative che svolgevano mansioni per conto del Comune, con incarichi di cantoniere e tuttofare. Prima ancora era stato un dipendente della Manifattura Lane. 

Come detto il borgosesiano era molto legato al comitato carnevale, cui prestava sovente il suo appoggio, dando una mano in occasione delle manifestazioni in Pro loco o della festa “A l’è San Peru” di giugno. «E’ stata una presenza fissa del carnevale, non era solo un lavoratore ma era uno di noi, un nostro amico – lo ricorda Marco Canuto, presidente del comitato di Borgosesia -. Per qualunque cosa, a qualsiasi ora e in qualunque giornata, su di lui si poteva sempre contare. Non credo abbia mai detto di non volere o non potere fare qualcosa. Con il tempo non bisognava nemmeno più dirgli cosa fare o dove andare, anzi era lui a ricordarlo a noi. Tanta era la fiducia in lui, che spesso durante il carnevale gli consegnavamo le chiavi del salone della Pro loco. Mancherà a tutti».

Delfino aveva due grandi passioni: l’Inter e il cantante Don Backy, e proprio legato al cantante Canuto racconta un aneddoto: «Qualche anno fa abbiamo saputo che Don Backy sarebbe stato ospite della fiera di Arona, e così abbiamo deciso di portare “Fiammifero”: non solo ha potuto assistere al concerto, ma siamo riusciti anche a farlo incontrare e a scattare una fotografia insieme. Quando gli ho consegnato la foto incorniciata, l’ho visto davvero emozionato».

Oltre che al comitato carnevale, Delfino era presenza fissa come collaboratore nelle feste estive della Fornace e degli E.le.menti dal Borg: «Dieci anni fa è diventato parte di noi. Da allora è stata una presenza costante a tutte le nostre feste – ricorda Massimo Freguja, degli “E.le.menti” -. Non dovevamo nemmeno più chiamarlo: alla prima giornata della festa lui arrivava, e ci assicurava che ci sarebbe stato tutte le sere. Non importava facesse caldo o freddo, se ci fosse il sole o se piovesse, lui arrivava, e lo faceva senza chiedere nulla in cambio. “Fiammifero” era una persona buona, onesta e decisamente umile. Certo era un testone, a tratti burbero, però sapeva farsi volere bene ed essere divertente con tutti».
Pasquale Delfino ha lasciato i fratelli Sabino e Vincenzo e la sorella Ginetta. Dopo la messa, la salma è stata tumulata nel cimitero di Crevacuore.

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