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Carcasse di animali smaltite in modo irregolare nel Novarese

A marzo lungo la A26 era stato trovato un sacco pieno di animali morti.

Carcasse di animali smaltite in modo irregolare, denunciato il titorale di una ditta novarese.

Carcasse di animali smaltite illecitamente

I carabinieri forestali di Oleggio hanno denunciato il titolare di una ditta per illecita gestione di carcasse di animali morti. Nei mesi passati è stato registrato l’abbandono di alcune decine di carcasse, sia di animali selvatici, che di animali domestici e d’allevamento. Un caso di recente era avvenuto anche sulla A26.
A seguito dell’attività d’indagine, i Militari della Stazione Carabinieri Forestale di Oleggio, unitamente ai veterinari dell’Asl di Novara, sono intervenuti presso la sede della ditta dell’indagato per espletare una serie di accertamenti sulla sua attività d’impresa. Proprio nell’azienda è stato rinvenuto un furgone, all’interno del quale erano ritrovate carcasse di animali da destinare allo smaltimento. Si è, pertanto, proceduto a sottoporre a sequestro d’iniziativa, convalidato nei giorni scorsi, il veicolo in quanto non risultava essere autorizzato al trasporto di rifiuti ed, in specifico, di carcasse di animali da smaltire. Per le carcasse rinvenute dentro il mezzo, il veterinario dell’Asl intervenuto al controllo, ha prescritto l’immediata distruzione a norma di legge.
È bene precisare che le carcasse degli animali sono classificate, dalla normativa vigente, quali rifiuti pericolosi e, pertanto, da avviare allo smaltimento verso centri autorizzati e con le modalità prefissate per legge. Si tratta, infatti, di rifiuti che, per le loro caratteristiche, ove smaltiti senza le debite cautele sanitarie, possono diffondere patogeni, pericolosi per l’uomo e per gli altri animali. Per questa ragione, è stato anche contestato il reato di diffusione di malattie tra animali. Inoltre, visto che i clienti, ignari dell’illecita gestione, conferivano gli animali morti pagando un prezzo e prefigurandone un lecito smaltimento, è stato anche contestato il reato di frode in commercio, avendo l’indagato prestato un servizio diverso da quello pattuito con i clienti.

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