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Cavallirio piange Giacomo Calderini

E’ stato il “Denciu” storico del carnevale, oltre che consigliere comunale e membro della Pro loco

Cavallirio piange Giacomo Calderini, morto lunedì a 78 anni. Di professione muratore, Calderini si è sempre dedicato con passione alla vita del paese, in tutti i suoi aspetti. Per quattordici anni, fino all’ultimo Carnevale, è stato il volto del “Denciu”, la maschera del paese, e in passato ha anche guidato il Comitato organizzatore. 

Non ha fatto mancare il suo impegno sul fronte sportivo: podista e ciclista a livello amatoriale, è stato a lungo presidente del Gruppo Sportivo del paese, con cui ha organizzato diverse gare, soprattutto nell’ambito del circuito “Gamba d’oro”.
Si poteva vedere anche nei panni del guardalinee, pronto ad aiutare durante le partite della squadra di calcio locale. Oltre a collaborare con varie associazioni, fra cui la Pro loco, dal 2004 al 2009 è stato consigliere comunale, con la lista guidata dall’allora sindaco Alessio Ioppa.
«Era una persona molto positiva, aperta, sempre disposta a dare una mano – lo ricorda l’ex sindaco con affetto – disponibile in ogni circostanza, aveva sempre voglia di scherzare. Era sempre pronto alla battuta e anche a prendersi in giro. Ovunque potesse aiutare, lui era presente ed era il primo ad arrivare in occasione di ogni manifestazione e iniziativa. Al di là della mera organizzazione degli eventi, gli piaceva proprio tanto stare in mezzo alle altre persone e andava d’accordo con tutti».

Nel 2008, l’impegno a favore del paese gli è valso il riconoscimento di “Cavallirese dell’anno”. «Il premio è assegnato dalle associazioni del paese insieme al Comune – spiega Ioppa – e abbiamo pensato di insignire lui proprio per questa sua grande disponibilità in ambito associativo e comunale, in cui è stato attivo fin da quando era molto giovane».
Fra le sue tante attività, i più piccoli possono ricordarlo nei panni di Babbo Natale, con cui faceva tappa all’asilo del paese sotto le festività. Ioppa lo ricorda poi con un aneddoto curioso: Calderini era astemio e anche durante le veglie di Carnevale, in cui spesso il vino scorre copioso, non beveva nulla di più forte di un’aranciata. Quando capitava che di ritorno dalle veglie venisse fermato dai Carabinieri, nel cuore della notte e con i panni del “Denciu”, i militari spesso faticavano a credere a quello zero che appariva sugli etilometri.

Calderini lascia la moglie, la figlia e due nipoti. Sono tanti i cavalliresi che lo piangono insieme a loro: «Quella di Giacomo è una grossa perdita, che va oltre il rapporto personale e umano instaurato con lui – osserva Ioppa – anche a livello associativo, sicuramente si sentirà la mancanza di un personaggio così attivo».

Anche l’attuale sindaco Vito D’Aguanno ricorda Calderini e sottolinea come la sua scomparsa sia avvertita in tutto il paese: «Purtroppo, con la perdita di Giacomino se ne va un pezzo di storia di Cavallirio – sottolinea – è una persona che ha dato moltissimo al paese. Il suo impegno ha fatto in modo anche di attirare qui altre persone, per esempio con il “giro dei cortili”, che a Cavallirio ha sempre registrato un’ottima partecipazione».
Le esequie sono state celebrate mercoledì. I familiari hanno invitato a ricordarlo con offerte a favore della ricerca sul cancro.

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