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Crevacuore in lutto per il pittore Giorgio Taddia

Appassionato di cultura, era vicino a diverse associazioni del paese 

Cordoglio in tutta la Valsessera e oltre per la morte di Giorgio Taddia, artista e uomo di cultura. L’uomo, che aveva 82 anni, viveva con la famiglia a Crevacuore, paese che amava e al quale era molto legato. Era appassionato di pittura, di fotografia e di arte e cultura. Molto vicino a diverse associazioni del paese, era spesso coinvolto nelle varie iniziative che venivano proposte a Crevacuore.

Il funerale è stato celebrato sabato mattina. E in tanti hanno voluto stringersi al dolore della moglie Piera, della figlia Paola con Ennio e il nipote Alessandro a cui era molto affezionato. A unirsi alle condoglianze anche il gruppo alpini del paese, di cui Taddia faceva parte, il gruppo Scacchi, di cui era fondatore, e l’Associazione handicappati Valsessera alla quale era molto legato e di cui faceva parte.

«Giorgio – spiega il presidente Italo Marchi – faceva parte della nostra associazione da anni. Aveva ideato varie iniziative e aveva collaborato alla realizzazione alle mostre dell’hobby, al carnevale benefico. Dipingeva molto bene e il logo dell’associazione lo aveva fatto lui. Era anche appassionato di fotografia e ci ha scattato molte immagini durante questi anni insieme. Lo ringraziamo di cuore per quanto ha fatto per noi. Era un caro amico e ci mancherà moltissimo».

La sua abilità di pittore e di amante della cultura l’aveva utilizzata ideando la manifestazione legata agli scacchi viventi. Tradizione ripresa da qualche anno dal gruppo manifestazioni crevacuoresi in piazza. «Aveva ideato questa manifestazione – spiega il presidente Claudio Squarzoni – una quarantina di anni fa. Aveva realizzato tutti i pannelli ed era stato un’opera notevole. Noi ora stiamo cercando di recuperare il suo lavoro che è stato davvero importante. Credeva molto in questa manifestazione e quando l’abbiamo riproposta abbiamo voluto donargli una targa. Lui era molto felice e mi ha anche mostrato tutte le foto che ha scattato durante le partite di scacchi viventi degli anni Ottanta. Mi dava consigli, era sempre disponibile. Era una persona che credeva in quello che faceva ed era sempre pronto a dare una mano. E’ una grande perdita per il paese».

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