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Lettere minatorie a due consiglieri di Boca: «Dite di no all’impianto Italhousing»

Minacce sul caso del nuovo impianto per il trattamento di fanghi e argille

«Se non cambi idea sull’impianto della Italhousing, boicotteremo la tua attività dicendo a tutti di non andarci». Non è certamente una minaccia in stile mafioso, ma certo si tratta di un’intimidazione. Lettere di questo tenore sono state ricevute da due consiglieri di maggioranza di Boca: un’azione che vuole indurre i due esponenti a dire di no al nuovo progetto di trattamento di argilla e fanghi.

Il caso (con il quale Italhousing ovviamente non c’entra nulla) è stato reso noto nel consiglio comunale della scorsa settimana: «C’è un gruppo di persone che vuole rovesciare l’amministrazione democraticamente eletta – ha esordito il sindaco Pierangelo Puricelli in apertura della seduta – lettere anonime contenenti minacce e insulti sono state inviate a due imprenditori bochesi. Sul gesto sono in corso delle indagini da parte dei carabinieri. Ciò che più amareggia è pensare che fra tutte le persone di sani principi che popolano il paese, ci sia anche chi compie gesti simili».

Nel mirino gli imprenditori Rita Bufis e Luca Mazzocchi, che si è già dimesso. Gli antefatti sono ormai noti: alla fine del 2016 è stata presentata in Provincia la richiesta di autorizzazione per un impianto per il “Recupero di argille, terre e fanghi non pericolosi”, che l’azienda Italhousing vorrebbe realizzare nell’area industriale di Boca. Un gruppo di cittadini, timorosi che l’impianto possa arrecare danni all’ambiente, si è costituito in un comitato. Ma se questo gruppo ha scelto di esercitare un suo diritto alla luce del sole, qualcuno ha pensato invece di ricorrere all’intimidazione.

Il mittente (o i mittenti) si firma “Il comitato della panchina”. Lo stesso sedicente comitato aveva firmato pochi mesi fa delle altre lettere anonime recapitate a tutti i consiglieri, in cui si accusava l’amministrazione di “dormire”. Il Comitato della panchina non esiste: esiste però un gruppo di pensionati che si ritrova spesso proprio nei pressi della panchina in piazza e che prende fermamente le distanze dall’accaduto. «Queste lettere – osserva uno dei pensionati – sarebbero da denuncia, perché sono firmate con un nome generico (comitato della panchina, che non esiste), ma riconducibile a persone fisiche esistenti (cioè coloro che abitualmente siedono sulla panchina), che nulla hanno a che vedere con le lettere anonime».

Per intanto, il vicesindaco Patrizio Saccomanno si lascia andare a un’osservazione amara: malgrado la consigliera Bufis fosse presente nell’ultima seduta del consiglio, «non ho sentito dagli altri consiglieri e dal pubblico una dichiarazione di solidarietà per queste persone che hanno ricevuto delle intimidazioni – osserva l’amministratore – non posso sapere se è stata espressa in forma privata, ma credo sia giusto prendere con chiarezza le distanze da queste cose».

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