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Luigi Dimino vivo per miracolo a pochi metri dal crollo di Genova

Il saxofonista di origine valsesiana: «Erik, il mio angioletto, ci ha salvati»

Luigi Dimino vivo per miracolo, il saxofonista biellese ha rischiato di morire nel crollo del viadotto dell’A10. Era di ritorno da un viaggio in Corsica insieme alla compagna

Luigi Dimino vivo per miracolo

Ha rischiato di morire nel crollo del ponte di Genova. Il saxofonista di origine valsesiana Luigi Dimino stamattina era di ritorno da un viaggio in Corsica. Insieme alla compagna Piera Alessandra Gillio, architetto di Crescentino, ha percorso in moto quel tratto di strada, appena prima che il viadotto crollasse. Il musicista ha raccontato che il traffico era rallentato a causa del nubifragio abbattutosi sul capoluogo ligure. Il ponte Morandi era colmo di automobili, che procedevano a passo d’uomo per via della pioggia. Lui e la compagna sono riusciti a oltrepassare quel punto prima del tremendo crollo. E solo quando hanno fatto rientro a casa a Crescentino, sono riusciti a realizzare quanto grave fosse quello che era successo a pochi metri da loro. Il primo pensiero di Dimino è andato al figlio Erik, tragicamente scomparso nell’ottobre dell’anno scorso in un gravissimo incidente stradale nel Novarese. «Siamo vivi per miracolo – ha scritto in Facebook -, Erik, il mio angioletto, ci ha salvati».

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