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Monumento alpino imbrattato dai vandali

E' accaduto all'alpe Pala, nel Verbano Cusio Ossola: le armi sono state colorate con della vernice.

monumento alpino

Monumento alpino vandalizzato con la vernice all’alpe Pala, nella zona del Verbano Cusio Ossola.

Monumento alpino rovinato

Un brutto gesto colpisce le penne nere. Arriva a meno di una settimana dalla grande festa che li ha visti protagonisti a Milano: alla 92° adunata erano presenti anche moltissimi gruppi del territorio. All’alpe di Pala, zona di Verbania, il monumento dedicato agli alpini è stato deturpato. Le armi poste nel memoriale sono state infatti colorate con della vernice rosa. Lo racconta Novara Oggi.

Le parole degli alpini

«Un atto vandalico, uno sfregio alla memoria, una derisione del sacrificio di chi ha dato la vita per la libertà di tutti noi». Così gli alpini di Intra definiscono l’accaduto. «Sì, la libertà anche degli imbecilli che nei giorni scorsi hanno avuto l’idea di imbrattare di vernice rosa le mitragliatrici e i cannoni che sono posti sul viale che porta al Memoriale degli Alpini di Pala – proseguono le penne nere – Un atto grave, dissacrante, inaccettabile. Un atto che non deve passare sotto silenzio perché lassù a Pala vengono ricordati ragazzi che hanno dato la vita per la nostra Patria. Sono scolpiti nel bronzo i nomi di 349 caduti nella Prima Guerra Mondiale, i nomi di 47 caduti in Africa Orientale e i nomi di 295 caduti nella Seconda Guerra Mondiale. Tutti ragazzi delle nostre terre, magari c’è anche il nome di qualche lontano parente di chi ha avuto la stupida idea di imbrattare quei cimeli posti lassù, quasi a far da guardia a quei caduti».

Le immagini

«Alle forze dell’ordine, prontamente allertate, sono stati consegnati i filmati registrati dalle telecamere di videosoveglianza che sono posizionate al monumento – fanno sapere gli alpini – nella speranza che possano essere utili ad individuare gli autori di un gesto che non va a colpire solo gli Alpini e i loro caduti ma tutta la popolazione delle nostre valli, la nostra storia e, pensateci bene, anche il nostro futuro».

 

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