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Nordafricano appicca il fuoco nella cella del carcere

Vercelli, danni limitati grazie alla prontezza degli agenti di polizia penitenziaria. Cinque di loro sono finiti al pronto soccorso

Si sarebbe potuto trasformare in tragedia il gesto di protesta di un detenuto nordafricano, che sabato sera ha appiccato il fuoco nella cella del carcere di Vercelli in cui era ristretto. 

«Il fatto è avvenuto nel reparto detentivo Transito e sono stati attimi di autentica tensione – racconta Vicente Santilli, segretario regionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. Il tempestivo intervento dei poliziotti ha permesso di salvare la vita al detenuto e di evitare più gravi e tragiche conseguenze. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Vercelli a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza».

Per cinque agenti è stato necessario farsi visitare al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea.

«E’ solamente grazie ad agenti come questi se  le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’amministrazione penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del corpo di polizia penitenziaria.  Aggressioni, risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. E il corpo di polizia penitenziaria ha carenze di organico pari a oltre 7mila agenti».

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