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Quarona dà l’addio al partigiano Raffaele Bargoni

Entrò tra i volontari della Libertà dopo che gli venne ucciso il padre dai nazifascisti

L’Anpi di Quarona piange uno dei suoi ultimi partigiani. E’ morto a 92 anni Raffaele Bargoni. Aveva dedicato la sua vita al lavoro e alla famiglia, ma anche alla patria. Originario di Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, era entrato fra i volontari della Libertà nel 1944, dopo che i nazifascisti gli avevano ucciso il padre.

Faceva parte del comando della divisione Val Ceno e sul suo libretto numero 1.438 è segnato come staffetta motociclistica: «Ha combattuto con onore contro il nazifascismo e nel corso della sua vita ha sempre coltivato il valore della libertà e della democrazia – dicono dalla sezione Anpi quaronese -. E anche la sua attività lavorativa è stata all’insegna dell’onestà e della solidarietà. Come ha sottolineato l’amico Norberto Julini nel suo breve ricordo durante la cerimonia funebre, Raffaele ha coltivato grandi ideali e li ha incarnati prima combattendo da partigiano, poi vivendo da cittadino e lavoratore onesto e responsabile».
Bargoni ha vissuto e lavorato in diverse zone d’Italia, tra cui Firenze, dove vive ancora oggi il figlio Maurizio, e a Genova. Qui ha lavorato al porto, per l’Ansaldo, e anche in Toscana è rimasto in ambito navale, occupandosi della produzione e del montaggio delle turbine per le navi, mansione che lo portava sovente anche all’estero: «Era molto fiero del suo lavoro ed era anche bravo, tanto che ha fatto carriera – racconta Julini -. Ma non ha mai abbandonato il suo ruolo da sindacalista, era compagno dei suoi compagni e per questo era amato da tutti i suoi colleghi».

L’arrivo a Quarona risale alla fine degli anni Ottanta: rimasto vedovo e ormai in pensione, si è trasferito in Valsesia sposando in seconde nozze la quaronese Diamantina Ciceri.
«A Quarona si è iscritto alla sezione cittadina dell’Anpi – racconta il figlio Maurizio -. Anche dopo aver concluso la propria esperienza da partigiano è sempre rimasto legato agli ideali della Resistenza. Ideali che ha trasmesso anche a me e non poteva essere altrimenti, visto l’entusiasmo e il trasporto con cui li aveva fatti propri».
Il funerale è stato celebrato martedì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Quarona: «Raffaele possedeva le virtù civiche più belle – ha detto Julini nel corso della funzione -: era onesto, retto e contento, di lavorare per il proprio paese. E’ stato un vero uomo della ricostruzione dell’Italia del dopoguerra. Sarebbe bello se il suo spirito potesse trasmigrare nelle nuove generazioni».
Julini ricorda poi quando Bargoni era partigiano: «Ha combattuto nell’Appennino emiliano con coraggio. Del resto era un uomo che non si è mai risparmiato e che si è sempre preso cura con amore di chi gli stava accanto».

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