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Rapina Gattinara: il “palo” rischia quattro anni per 100 euro

Attesa per oggi la sentenza a carico di un 37enne di Grignasco. Lui si difende spiegando di essere stato ingannato da chi assaltò il market.

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Rapina Gattinara: il “palo” rischia condanna a quattro anni. Attesa per oggi la sentenza a carico del 37enne di Grignasco coinvolto nell’assalto al market Dpiù.

Rapina Gattinara: il “palo” rischia condanna a quattro anni

Un 37enne di Grignasco rischia fino a quattro anni e sei mesi di carcere per aver fatto da palo alla rapina del supermercato Dpiù di Gattinara, con un bottino di appena 300 euro (e a lui era stata destinata meno della metà). La sentenza è attesa per oggi. E paradossalmente il “palo” potrebbe avere una condanna più pesante di chi effettivamente assaltò il market con una pistola giocattolo, già condannato a due anni e dieci mesi con rito abbreviato.

La rapina dell’ottobre 2018

Stando alla ricostruzione dei carabinieri i due complici arrivarono a Gattinara in autobus, il 37enne si era posizionato all’esterno del supermercato con la funzione di palo, mentre il rapinatore più anziano è entrato, indossando un cappellino da baseball ed armato di una pistola semiautomatica. Giunto davanti alla cassiera, il rapinatore aveva estratto la pistola (poi rivelatasi un giocattolo) ed intimato alla donna di consegnargli il denaro. Una volta uscito era scattato l’allarme. Il 58enne si era subito dileguato nascondendo in uno zaino indumenti e la pistola finta, il 37enne invece era rimasto in zona. Alla vista dei carabinieri aveva mostrato segni di nervosismo, e i militari lo avevano fermato subito. L’altro era invece stato beccato in una sala giochi di Prato Sesia, dove si era già “mangiato” quasi tutto il bottino.

La difesa del grignaschese

Il 37enne di Grignasco ha spiegato di aver conosciuto l’autore del colpo il giorno stesso, gli avrebbe chiesto di vedere quanta gente c’era all’interno del supermercato. Ma solo in un secondo momento ha realizzato che aveva messo a segno una rapina. Il legale del 37enne, l’avvocato Giovanni Cacciami, ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto e la revoca della misura cautelare.

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