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Telefonini farlocchi: dalla Valsesia hanno truffato mezza Italia

Nei guai due persone di Ghemme e una di Borgosesia, oltre a un 24enne di Borgomanero e a un 25enne di Novara: alla sbarra presunto clan della truffa

Telefonini farlocchi: dalla Valsesia hanno truffato mezza Italia. In pratica, secondo le accuse, venivano messi in commercio su Internet telefonini a buon prezzo. In realtà non c’era alcun smartphone in vendita: la banda si incassava i soldi e poi spariva.

Telefonini farlocchi: dalla Valsesia hanno truffato mezza Italia

Cinque le persone coinvolte e che sono a processo in tribunale a Novara, e quattro su sei sono nell’area valsesiana: L.C. 28 anni di Ghemme, M.Z., 41 anni di Borgosesia, R.A.J., 25 anni di Novara e A.R., 26 anni di Ghemme, S.C., 24 anni di Borgomanero. L’altro giorno in tribunale a Novara sono arrivai un po’ da tutta Italia a testimoniare contro la banda dei presunti truffatori. Addirittura da Foggia, altri da Roma, Messina. La maxi truffa dei telefonini in poco tempo ha fatto 54 vittime in tutta Italia.

La modalità della truffa

Secondo la ricostruzione dell’accusa, la banda metteva in vendita per lo più Samsung Galaxy S3 o S4, corredava l’annuncio su Internet con foto e prezzi tra i 300 e 400 euro. E ad attirare gli ignari acquirenti erano anche i feedback positivi. Era normale quindi fidarsi senza battere ciglio. Una volta che i soldi arrivavano sul conto corrente venivano intascati e divisi tra i cinque componenti della banda, ma all’acquirente non arrivava nulla. E quando si iniziavano a chiedere spiegazioni sulla mancata consegna allora le scuse erano sempre le solite, ovvero che bisognava verificare l’accredito.

Foto d’archivio

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