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Ghemme premia De Vecchi: la storia del paese nei suoi video

Ha comprato la prima cinepresa nel 1950 e ha impresso su pellicola gli eventi più importanti

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Ghemme premia il cineamatore: riprese numerosi eventi e feste a partire dagli anni Cinquanta.

Ghemme premia uno dei suoi primi cineamatori

Grazie alle sue immagini, i meno giovani possono ricordare gli eventi dell’epoca. Le nuove generazioni, invece, hanno modo di conoscerli. In sala Sforza, alla presenza del presidente del Museo del Cinema di Torino, è stato premiato Renzo De Vecchi. Il cineamatore ghemmese appartiene alla classe 1925. «Nel 1950 ho comprato la prima cinepresa, pagandola a rate – ricorda – non disponevo però di un proiettore. Quindi bisognava andare fino a Novara per vedere quello che avevo girato». Ad attirare De Vecchi nel mondo della celluloide è stata la curiosità per le novità. «Sono sempre stato fra i primi a interessarmi delle novità del momento – spiega – è stato così anche per i videotape».

Gli esordi

Le prime sperimentazioni sono state ovviamente di natura quasi goliardica: ci si riprendeva soprattutto fra amici, fra smorfie e risate. Ma ben presto il cineamatore decise di impiegare la sua 8 millimetri anche a scopi documentaristici. Una delle prime occasioni per farlo arrivò alla fine del 1954, quando si iniziarono a raccogliere le offerte per organizzare il “Carnevalone” di Ghemme. Ma come reagivano le persone davanti a quel misterioso ”occhio” tecnologico? «In molti non sapevano cosa fosse – ricorda il ghemmese – in alcune riprese, infatti, si vedono le persone stare ferme: pensavano che si stesse scattando una fotografia». Il Carnevalone fu solo uno degli eventi ripresi da De Vecchi. Il cineamatore “firmò” infatti anche le immagini del leggendario locale “Fontanella”, il “Festival della Strona”, le partite fra le maestranze delle diverse aziende in paese.

La storia del paese e la sua

Immagini proiettate venerdì sera che hanno risvegliato piacevoli ricordi fra i ghemmesi meno giovani e incuriosito le nuove generazioni. Ma De Vecchi ha anche documentato la sua storia: «Già da prima di sposarmi ho ripreso immagini della nostra famiglia – racconta – ho realizzato così anche la nostra storia, che ora hanno anche le mie figlie. Era abbastanza inusuale, per esempio, vedere fare i viaggi di nozze in macchina: noi invece l’abbiamo fatto a bordo della Fiat 1100».

Il Museo del Cinema

Durante la serata, il presidente dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema Vittorio Sclaverani ha sottolineato lo stretto rapporto che lega il Museo al territorio locale: la fondatrice Maria Adriana Prolo, infatti, era romagnanese. Il coordinatore del progetto Superottimisti Giulio Pedretti ha spiegato come tale iniziativa voglia conservare ma anche valorizzare i video “di famiglia”, realizzati da cineamatori non professionisti. Il cineamatore ghemmese Pietro Perotti ha spiegato di considerare un onore festeggiare il compaesano De Vecchi «che ha avuto la lungimiranza di fermare dei momenti in movimento».

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