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Valduggia, la statua del Gaudenzio torna come nuova

Diversi i monumenti restaurati in paese

I monumenti valduggesi si rifanno il look: si avviano verso la fine i lavori di restauro. Fra gli ultimi punti di interesse toccati c’è la statua di Gaudenzio Ferrari, al centro dell’omonima piazza. La statua è stata completamente ripulita, un’opera importante per il paese soprattutto in vista della mostra in calendario il prossimo anno che coinvolgerà l’artista originario di Valduggia. Nella primavera del 2018 infatti la Pinacoteca di Varallo ospiterà una mostra internazionale dedicata al Ferrari, un evento che avrà ampia rilevanza e interesserà tutti i luoghi in cui l’artista valsesiano ha lasciato il suo tocco creativo. Anche Valduggia dunque aspira alla ribalta mondiale: «Sebbene l’evento non tocchi Valduggia in prima persona – spiega il sindaco Pier Luigi Prino – sicuramente il nostro paese non mancherà all’appuntamento. Gaudenzio Ferrari è nato proprio a Valduggia, la sua casa è ancora presente in paese. Anche se non vi è ancora nulla di preciso sui contenuti della mostra, noi speriamo di poter riaprire la casa natia di Ferrari e di farla visitare a chi arriverà in Valsesia, proprio come è stato fatto durante le giornate dal Fai proposte in paese. Ci piacerebbe inoltre aprire l’oratorio di San Rocco che conserva affreschi dell’artista. Sicuramente offriremo la massima disponibilità in modo che l’evento su Gaudenzio Ferrari possa risultare perfetto».

Oltre alla statua dell’artista sinora sono stati restaurati il “pozzo delle lacrime”, cioè il monumento dei Caduti, e la statua dedicata alla memoria di Giuseppe Mazzola nel vecchio municipio. Il Comune aveva deciso di dare il via alla sistemazione di alcuni monumenti storici del paese dopo aver avuto conferma della possibilità di usufruire di un contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Torino: «Se non ci fosse stata questa opportunità – riconosce il primo cittadino – non avremmo probabilmente potuto fare nulla perché il costo sarebbe stato eccessivo da sopportare per le casse comunali. Invece con questo aiuto, metà del costo è stato finanziato con il contributo della Fondazione Crt, l’altra metà con risorse comunali».

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