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A Coggiola va avanti la raccolta firme contro lo Sprar

La consigliera Speranza: «Indispensabile parlare di questi progetti»

La minoranza del consiglio comunale di Coggiola aveva chiesto con una mozione che l’ente si opponesse all’apertura di un hub per migranti nel Biellese. La mozione, però, non era stata accolta, perché riferita a un argomento di politica estera e non territoriale. L’opposizione prosegue comunque la sua battaglia contro i progetti di apertura di Cas e Sprar nel territorio. «Ormai per lo Sprar i giochi sono fatti – spiega il consigliere Laura Speranza – Proseguiremo ancora per qualche settimana la nostra raccolta firme, poi le presenteremo. Per qualcuno avranno valore pari a zero, ma per noi rappresentano la conferma che non tutti sono d’accordo con l’adesione al progetto Sprar». Un’iniziativa portata avanti con Pray che porterà circa 24 migranti nei due territori, per un appalto da oltre un milione di euro. «Noi discutiamo per prima cosa il metodo con cui si è arrivati ad approvare il progetto di accoglienza – fa presente Speranza – Perché un argomento così importante non è stato portato all’attenzione del consiglio? Perché non si sono fatti incontri preliminari con la popolazione? Quale era la paura? Quando abbiamo saputo dell’adozione di questo progetto ormai tutto era deciso, la minoranza è stata esclusa». Ma l’opposizione prosegue nella sua linea: «La raccolta firme sta avendo un riscontro positivo, le presenteremo poi al Comune e in Prefettura. Le cose sono già decise, ma per noi è la conferma che non tutti sono convinti di questo progetto e forse sarebbe stato giusto parlarne». E così la mozione in consiglio presentata venerdì scorso è stata forse una provocazione per tornare sull’argomento migranti. Spiega Speranza: «Ho chiesto semplicemente se non era il caso di opporsi all’apertura di hub, ovvero un grande centro di accoglienza nel Biellese, come era stato ventilato dall’assessore regionale Cerruti. Si era parlato poi dell’ex ospedale di Biella, ipotesi che era stata smentita dalla senatrice Nicoletta Favero. Abbiamo soltanto chiesto la salvaguardia del territorio». Ma la mozione ha avuto solo i due voti a favore della minoranza. «Quello che mi ha lasciato senza parole – riprende Speranza – è stato sentire che non era un argomento di competenza del consiglio comunale e che si trattava di politica estera e non del territorio. Come se poi i problemi non ce li ritrovassimo qui in paese…».

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