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Carlo Bacchetta, 5 anni fa Romagnano ha perso un grande sindaco | La lettera

Fu primo cittadino dal 2004 al 2013. Il ricordo di Alberto Reda

Carlo Bacchetta, il ricordo del segretario del circolo Pd Alberto Reda. «Oggi è un giorno di mia memoria. Vorrei che lo fosse anche per i miei concittadini»

Carlo Bacchetta morì l’1 giugno 2013

Dal segretario del circolo Pd che comprende Romagnano, Ghemme, Prato Sesia, Cavallirio e Boca, Alberto Reda, ex assessore comunale, riceviamo e pubblichiamo un ricordo del sindaco Carlo Bacchetta a cinque anni dalla sua morte. Bacchetta era scomparso prematuramente l’1 giungo 2013 nell’esercizio delle sue funzioni.

«Mai sopra le righe, attento ai bisogni di ognuno»

«Oggi è un giorno di mia memoria. Vorrei che lo fosse anche per i miei concittadini. L’1 giugno del 2013, cinque anni or sono, ci lasciava Carlo Bacchetta. Era ancora ufficialmente sindaco, anche se da alcuni mesi la malattia lo costringeva a svolgere il proprio mandato da casa. Ricordo che ci si conobbe durante la preparazione del programma per le elezioni comunali. In sezione, come allora si chiamava, fu presentato agli iscritti da Gian Renzo Brandoni. Era il lontano 1994. C’era il Pds, ma Lui al partito non si iscrisse. Avremmo dovuto attendere la nascita del Pd per dargli la tessera di un partito. Ci capimmo subito, direi molto semplicemente nacque una amicizia che durò sino alla sua scomparsa. Carlo non venne eletto consigliere comunale nel 1995 anche perché perdemmo le elezioni, io sì invece fui eletto, ma avevo un partito alle spalle. Nel 1999 invece fu eletto lui , anche se nelle fila della minoranza e nel 2004, finalmente vincenti, divenne sindaco. Dedicò ogni energia a questo compito lungo tutti i cinque anni di mandato: fu l’amministratore più presente in Comune sia per quantità di tempo investito, sia – ma questo è un mio giudizio personale – per qualità di servizio reso ai propri concittadini. Mai sopra le righe, attento ai bisogni di ognuno, gentile nel non offendere anche chi lo provocava, basti ascoltare i resoconti stenografici del consiglio comunale per apprezzare il suo enorme equilibrio».

«Aveva un grande senso civico dentro di sé»

Ciò, va ribadito, avvenne poiché Carlo aveva un grande senso civico dentro di sé. Fu sensibile verso i più deboli, talvolta lento nel decidere, mai arrogante e a volte avvolto nel dubbio. Credo di aver realizzato con lui una buona amministrazione nell’interesse dei cittadini del mio borgo. Lo rispettai sempre, ne venni ricambiato con sincera stima. Poi il suo secondo mandato da sindaco, dal 2009 sino alla scomparsa. Io avevo scelto di fare altre cose per il partito e non mi ricandidai: talvolta mi chiamava in Comune, di solito di sera e sempre senza testimoni. A quattr’occhi desiderava conoscere il mio pensiero: credo che ne abbia tenuto sempre conto, ma non l’abbia mai fatto sapere al altri. Io avrei fatto altrettanto. Si iscrisse al Pd poiché esso rappresentava le istanze in cui credeva. Non ci frequentammo mai al di fuori dell’esperienza amministrativa, al più ci si trovava in sezione. Ci salutammo in un freddo febbraio di cinque anni fa, senza fronzoli, sapendo che la vita è questa. Certamente oggi manca a Romagnano una persona come Carlo Bacchetta. Sono orgoglioso di esserne stato un amico sincero. Non l’ho dimenticato, spero sinceramente che questo valga pure per tutti coloro che lo hanno conosciuto».

Alberto Reda

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