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Fusione comuni: prove di matrimonio tra Romagnano e Prato Sesia

I contributi sarebbero ingenti: 655mila euro all’anno per 10 anni

romagnano meno vincoli

Fusione comuni: in bassa Valsesia potrebbe nascere Romagnano con Prato. Le due amministrazioni ne stanno parlando in queste settimane

Fusione comuni sono vincolate all’esito di un referendum

Potrebbe chiamarsi Romagnano con Prato il Comune che nascerebbe dalla fusione dei due vicini di casa. Le due amministrazioni ne stanno parlando in queste settimane, e sull’argomento sono state fatte diverse riunioni. Il condizionale tuttavia è d’obbligo: intanto gli incontri sono destinati in primo luogo a capire l’opportunità di tentare questa strada. In secondo luogo se le due amministrazioni decidessero di fondersi l’ultima parola spetterebbe comunque ai cittadini; le fusioni tra Comuni infatti sono vincolate all’esito di un referendum.

«Con la fusione, servizi migliori»

«Abbiamo avuto incontri a livello di indirizzo – conferma il sindaco di Prato Sesia, Luca Manuelli -. La fusione sarebbe una strada che porterebbe un beneficio economico e che consentirebbe di migliorare e ottimizzare i servizi». Attualmente i due centri gestiscono l’isola ecologica di via Vaglio a Prato Sesia e il servizio di scuolabus; nel caso di fusione verrebbe unificata la maggior parte dei servizi.
Nel caso di una fusione tra Romagnano e Prato i contributi sarebbero ingenti: 655mila euro all’anno per 10 anni, oltre agli stanziamenti ordinari. «Vedremo se andare avanti o meno – conclude Manuelli -. La situazione potrebbe essere un po’ più chiara dopo Pasqua».

L’ultima parola ai cittadini

Se entrambi i centri dovessero decidere per il “matrimonio”, la fusione dovrà essere deliberata dai rispettivi consigli comunali. Le delibere dovranno poi essere inviate in Regione, organo che indice il referendum obbligatorio in caso di fusione tra Comuni. La tempistica utile per la consultazione popolare sarebbe la metà di ottobre. Se l’esito sarà favorevole la Regione delibererà la fusione, che si concretizzerebbe per il 2019. «Ci stiamo confrontando – precisa il sindaco di Romagnano, Cristina Baraggioni -. In linea generale è fuor di dubbio che le fusioni portino una serie di benefici, con il miglioramento dei servizi e l’arrivo di contributi economici. Va tenuto conto però che possono esserci delle resistenze, dovute magari ad un senso identitario. Bisogna capire se sono superabili». Sull’argomento “Notizia Oggi” aveva intervistato lo storico locale Claudio Sagliaschi.

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