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Fusione Comuni, Trivero ne parla stasera in consiglio

Il sindaco Carli: «Critiche che derivano dalla poca informazione»

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Fusione Comuni tra Trivero, Valle Mosso, Soprana e Mosso. Se ne parla stasera in consiglio a Trivero

Fusione Comuni, l’intervento del sindaco

Stasera in consiglio comunale a Trivero si parlerà di fusione di Comuni, ma non sarà ancora votata la delibera. sarà un confronto tra maggioranza e minoranza. E a tal proposito il sindaco di Trivero Mario Carli scrive: «Ho letto con stupore le dichiarazioni rilasciate alla stampa locale dal consigliere comunale di minoranza Fulvio Chilò riguardanti il progetto di fusione dei comuni a cui stanno lavorando le attuali Amministrazioni di Trivero, Mosso, Valle Mosso e Soprana. Il Consigliere dichiara “le opposizioni non sono state coinvolte” facendo un’affermazione non veritiera poiché io personalmente ho parlato con alcuni membri della minoranza in incontri informali, per almeno due volte in Consiglio Comunale alla voce Comunicazioni del Sindaco ed ho indetto un incontro informale dedicato a tale argomento per tutti i Consiglieri Comunali».

L’intervento del sindaco

Aggiunge ancora nella lettera Carli: «Ciò detto ritengo poco serio che consiglieri che pur avendo il ruolo e la possibilità di accedere alle informazioni, alle normative e ad ogni altro atto che riguarda la vita del proprio comune non approfondiscano gli argomenti e facciano dichiarazioni superficiali, non pertinenti dimostrando davvero scarsa conoscenza, e quindi comprensione, di quello che si sta intraprendendo, nel caso specifico la fusione. Il percorso che io e il mio gruppo vogliamo avviare è chiaro, comunicato nella scorsa campagna elettorale, quello cioè di mettersi in gioco proponendo, insieme ai comuni prima menzionati, la fusione come una possibilità concreta di cambiamento, di rilancio della nostra area. Non quindi una fusione di sopravvivenza ma una fusione di sviluppo. Mi permetto anche di dire strategica, sia per le risorse che il legislatore ha previsto ma anche per l’ampio respiro e la progettualità che il nuovo ente potrà porre in essere. Mi sembra inoltre abbastanza chiaro e ovvio che, con bozza di progetto pronta, in prima istanza bisogna coinvolgere, spiegare ed informare i cittadini, le forze sociali e produttive, le rappresentanze politiche del Consiglio per presentare un progetto di fusione il più condiviso possibile. Inoltre, a mio avviso, ci sono due questioni essenziali da affrontare, distinte ma importanti alfine di una migliore comprensione. La prima è quella fase di studio e di analisi che porta ad approfondire diversi aspetti burocratici, normativi indispensabili per la presentazione di un progetto ben articolato che se accolto successivamente dai cittadini in sede di referendum porterà alla nascita del nuovo comune».

Questione contributi

L’altra questione invece riguarda a come saranno destinate le ingenti somme (1.722.000 euro) che per dieci anni (stando alla normativa vigente) arriveranno nelle casse del nuovo comune. «Voglio ricordare che “come verranno spese le risorse” riguarda il programma delle forze civiche o politiche che vorranno partecipare alla competizione elettorale che, mi auguro, potrà avvenire nella primavera 2019. Infatti, dopo il referendum consultivo e l’istituzione del nuovo comune con apposita legge regionale, si terranno le elezioni per il nuovo comune in cui, come già ribadito, ogni lista indicherà le modalità di utilizzo delle risorse per raggiungere i propri obiettivi previsti e chi democraticamente vincerà sceglierà e deciderà – ribadisce Carli -. Sono entusiasta del lavoro che stiamo portando avanti insieme ai miei colleghi sindaci e con tutte quelle persone che silenziosamente stanno lavorando per dare corpo ad un idea innovativa che è chiaro messaggio di speranza, apertura e fiducia verso il futuro».

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