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Ghemme, l’ex sindaco spara a zero sul flop del ”Palacenoni”

Il gruppo “Insieme per Ghemme” critico sull’acquisto della struttura

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di “Insieme per Ghemme” sul deposito acquistato dal Comune che giace smontato ormai da anni al centro sportivo.

«Qualche tempo fa Temporelli regala al Comune un cumulo di resti per farne il “Palacenoni” per cene e balli. Lo fa partecipando alla delibera con cui appioppa il regalo ai contribuenti ghemmesi. Gli chiediamo di dirci da chi l’ha comprato, di farci vedere l’atto di acquisto, vogliamo sapere chi l’ha smontato, chi l’ha trasportato a Ghemme. Chiediamo cosa si intende farne, con quali costi, su quali progetti ci si basa. Gli abbiamo scritto un sacco di volte. A tutt’oggi sappiamo ben poco. Non risponde o dà risposte evasive. Il “maciam” (rifiuto in dialetto ndr) dovrebbe arrivare da un cantiere della Pedemontana lombarda: quindi avrebbe dovuto essere materiale da smaltire che i nostri eroi si sono accaparrati facendo un grosso regalo a chi doveva disfarsene. Non sappiamo però se il venditore è appagato dell’euro tirato fuori dal conto bancario di Temporelli: non c’è traccia delle volontà di chi si è liberato del fardello. Quindi non sappiamo se per il Comune possa divenire un incauto acquisto o se corriamo il rischio di vedercelo sequestrare perché al venditore non basta il famoso euro di Temporelli. Non ci dicono chi ha smontato la struttura nel cantiere in Lombardia, chi l’ha scaricata nell’area sportiva di via Dieci Martiri. Potrebbero essere anche ditte con cui sarebbe meglio non avere nulla a che fare. Ci dicono che non è costato nulla, ma non lo dimostrano. Corriamo il rischio di una causa per mancati pagamenti a danno di chi verrà dopo i “tempi belli”? E’, invece, certo è che nessuno aveva pensato di fare prima un progetto di riuso, fare i conti di quanto sarebbe costato e verificare i permessi se ottenibili e se sì a che condizioni. Un’operazione al buio, come va, va. Ci dicono che volevano fare una struttura che a Ghemme non c’è. E invece c’è quella del “May Festival”. Per qualche tempo era parcheggiata proprio nell’area sportiva. Bastava trovare un accordo con la proprietà che ci risulta fosse disponibile. Senza dimenticare che c’erano anche altre possibilità più interessanti. Per questa “ciofega” erano pronti a spendere 50mila euro delle nostre tasse. Soldi tenuti lì per quasi tre anni a fare nulla mentre si tagliavano i servizi dell’infanzia, si brutalizzava l’Istituto della Provvidenza, si dimenticavano le scuole, si abbandonava al suo destino la biblioteca, non si spendeva a sufficienza per i servizi socio assistenziali, abbandonati alla burocrazia costosa e improduttiva del consorzio di Borgomanero. E si potrebbe continuare».

Alfredo Corazza

Maria Rosa Giacomini

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