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Lega nord Romagnano: troppi edifici pubblici che vanno a pezzi

Il partito del consigliere Landolfa punta il dito contro la gestione del patrimonio immobiliare del Comune

È un messaggio di auguri non privo di critiche quello dato alle stampe dalla Lega Nord a Romagnano per le festività. Il partito, il cui rappresentante in consiglio è Silvio Landolfa, ha affisso nel paese un manifesto in cui si elencano le attività svolte, ma soprattutto si punta il dito sull’amministrazione guidata dal sindaco Cristina Baraggioni. Si parla della biblioteca, chiusa per la messa a norma, in primo luogo, ma anche delle scuole e del municipio, edifici che, secondo la Lega, avrebbero bisogno di una sistemata. Il Carroccio però critica anche le scelte immobiliari della precedente amministrazione, guidata da Carlo Bacchetta, in particolare l’acquisto dello stabile ex Burgo.

«L’iniziativa che ha portato alla chiusura della biblioteca civica è la cartina di tornasole di un patrimonio immobiliare che sta cadendo a pezzi. Romagnano, si legge sul manifesto, spiace doverlo constatare, è come il vestito di Arlecchino: tutto toppe e rattoppi che non ne consentono un utilizzo appropriato. A volere essere rigorosi, si dovrebbe abbassare la serranda dappertutto, compreso il palazzo del municipio. Del resto, basta guardarsi intorno. Per una manifestazione appena-appena o si va dalle suore o ci si fa ospitare in chiesa da don Gianni. Fra tutti i palazzi e i palazzotti gestiti dal Comune non ce n’è uno in grado di funzionare con efficienza». Sull’acquisto dell’ex Burgo, che però non è stato effettuato dall’amministrazione di Baraggioni, in particolare Landolfa punta il dito: «Al posto di sistemare l’esistente, la passata amministrazione ha ritenuto di acquistare un’altra scarpa vecchia nel complesso ex Burgo, sprecando mezzo milione di euro che fanno, pur sempre, una miliardata di vecchie lire».

Sull’esposto per la biblioteca, avanzato dalla Lega, Landolfa puntualizza: «Di fronte al degrado pubblico, abbiamo preso l’iniziativa, indubbiamente forte di scoperchiare le carte alla biblioteca. A rigore di logica dovremmo continuare e, come sfogliando i petali della margherita, mettere sotto la lente d’ingrandimento gli altri palazzi, a cominciare dalle scuole. Ma è del tutto evidente che un conto è la biblioteca e un altro sono le scuole. Sui piatti di una ipotetica bilancia di “cosa costa e cosa rende” ci sono, da un lato, i regolamenti e la sicurezza ma, dall’altro, il diritto all’istruzione. Noi non sappiamo quali dei diritti e dei doveri sia più importante ma la maggioranza ha gli strumenti per decidere. Auguriamo ai romagnanesi un migliore 2018».

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