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Libraia annuncia: non venderò il libro su Salvini

Si tratta del "famoso" volume dell'editore vicino a CasaPound. Una scelta che ha fatto scoppiare la polemica a Chivasso.

Libraia annuncia: non venderò il libro su Salvini. Accade a Chivasso, e si scatena il putiferio. Si tratta del “famoso” volume “Io sono – Matteo Salvini” rifiutato anche al Salone del libro per via della vicinanza dell’editore con CasaPound.

Libraia annuncia: non venderò il libro su Salvini

Se avesse dovuto pagarla, la pubblicità ricevuta in queste ultime settimane, la casa editrice «Altaforte» avrebbe dovuto mettere a budget milioni e milioni di euro. Invece, è bastato annunciare la sua partecipazione al recente Salone del Libro di Torino per scatenare una serie infinita di proteste che hanno avuto da una parte il risultato di cacciare dal Lingotto l’editore (vicino al movimento di estrema destra CasaPound) che ha dato alle stampe il libro di Chiara Giannini “Io sono – Matteo Salvini”, dall’altra di rendere quello stesso volume il più venduto sulle principali piattaforme on line con tempi di attesa che raggiungono il mese.

“L’apologia del fascismo è un reato”

Ora, il tema è sbarcato anche a Chivasso con un post-manifesto di Paola Piolatto, della libreria «Garbolino» di via Roma, che nei giorni scorsi ha deciso di mettere nero su bianco la sua volontà di non vendere il libro per «non dare spazio nella mia libreria ad una casa editrice di dichiarata ideologia fascista. L’apologia del fascismo è un reato». Una decisione che ha avuto un grande eco sui social, con commenti e condivisioni, e che ha sollevato (come era facile immaginarsi) anche le reazioni della Lega.

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