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Il sindaco di Rossa non faccia l’eroe per aver rinunciato a 6mila euro

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della minoranza di Rossa

Il sindaco di Rossa ha rinunciato alla indennità comunale, come era stato annunciato nei giorni scorsi. La minoranza di Rossa in una lettera esprime le sue criticità.

La lettera dell’opposizione

«Apprendiamo dai giornali locali che il sindaco di Rossa ha rinunziato alla propria indennità per finanziare i lavori al parco giochi. Esprimendo tutto l’apprezzamento possibile per il generoso atto del nostro primo cittadino teniamo a sottolineare che tale virtuosismo non è nuovo agli amministratori e ai sindaci che lo hanno preceduto, anzi, a memoria nostra, possiamo tranquillamente affermare che molti dei suoi predecessori, se non tutti, mai hanno introitato indennità per amministrare la nostra Comunità e forse hanno anche speso dei soldi loro nello svolgimento del proprio mandato.  Certo, fa notizia rendere pomposamente nota in consiglio comunale l’autosospensione del proprio stipendio per dieci mesi, affermando che il Comune risparmierà 6.000 euro. Sarebbe probabilmente diverso e forse meno popolare dire che, a fronte degli impegni presi dalla giunta comunale (D.G. 3 del 12 gennaio 2018), al sindaco di Rossa è stata riconosciuta l’indennità massima possibile per un comune delle nostre dimensioni e che, sebbene dimezzato perché lavoratore dipendente, tale compenso, moltiplicato per i cinque anni di mandato, corrisponderebbe, a circa 35.000 euro di spesa. E’ dunque più corretto dire che, dedotti i 6.000 euro di cui sopra, i cittadini di Rossa, se confermata l’indennità per gli anni successivi, spenderanno complessivamente 29.000 euro per lo stipendio del loro sindaco. Verificheremo almeno che, diversamente da quanto annunciato in passato per situazione analoga, questo avvenga. Ricordiamo tutti infatti che, anche per l’impianto pubblico di distribuzione dell’acqua minerale, il suo impegno solenne fu quello di utilizzare la propria indennità per coprirne i costi. Vennero poi individuate tra le pieghe del Bilancio comunale delle risorse che scongiurarono tale sacrificio».

Gruppo Bella Russa

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