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Trivero perde i pezzi, non basta il Comune unico | L’opinione

Il segretario leghista Fulvio Chilò preoccupato per il futuro del paese

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Trivero perde i pezzi: l’allarme del segretario leghista Fulvio Chilò.

Trivero perde i pezzi

Sono momenti difficili per Trivero: «Dopo le industrie, adesso sono le banche e le poste a lasciare il nostro territorio. Il fatto è che si parla solo di economie su larga scala in vista del futuro Comune unico Valdilana, ma in realtà servono aiuti concreti al commercio e all’imprenditoria locale». Lo sostiene Fulvio Chilò, segretario della Lega di Trivero, che interviene dopo la chiusura annunciata dalla Banca Popolare di Novara (ora gruppo Bpm) della storica filiale al Centro Zegna. «Questa volta non si tratta di un’attività qualunque – spiega Chilò -, perché una banca, in un territorio dove gli anziani sono la parte più significativa della popolazione, riesce ad essere un piccolo presidio in grado di trasmettere sicurezza. Ci sono persone che faticano a spostarsi, il trasporto pubblico è piuttosto carente in valle, e certamente poco frequente. Perdere negozi e servizi rende la vita di tutti i giorni un po’ più difficile per chi non guida e si sposta di rado». E poi c’è anche un aspetto affettivo: «Non dimentichiamo che chiude una banca storica del territorio sposando i clienti a Mosso».

Il ruolo del Comune

Difficile trovare una soluzione, ma Chilò chiede impegno al Comune nell’affiancare le aziende e incentivare l’imprenditoria: «Mi rendo conto che in passato le nostre zone hanno perso industrie e lavoro. Difficile impedire la chiusura dei negozi quando ormai le decisioni sono state prese. Qualcosa però si può fare in termini di programmazione amministrativa. E qualcosa è possibile mettere in campo anche sul fronte degli aiuti, purchè siano concreti, al commercio. Non dimentichiamo poi che come territorio abbiamo già dato, in termini di chiusura: a Ponzone sono rimaste solo due filiali di istituti di credito, mentre solo fino a qualche anno fa erano più del doppio. Non dimentichiamo poi la chiusura dell’ufficio postale di Pratrivero, passata quasi sotto silenzio. Insomma sinceramente mi sarei aspettato maggiore vigore, decisione o almeno qualche intervento innovativo per cercare di tenere servizi, seppur privati, ma essenziali sul territorio».

La fusione

Tra l’altro la chiusura avviene proprio nel momento in cui si parla di fusione a Trivero: «Se Trivero, da solo, oggi si lascia andar via la banca, domani il Comune unico dovrebbe trovare delle misure affinchè questo non avvenga ulteriormente. Anzi. Lo spirito del Comune unico dovrebbe essere proprio quello di lavorare su questi temi e non solo parlare di economie di scala amministrative, contributi e ottimizzazione dei costi. Dovrebbe farsi forte per conservare i servizi. Mi auguro che questa sia l’ultima chiusura e spero che si inizi a operare per attrarre nuove aperture di attività e la fornitura di servizi. Altrimenti i ragionamenti di fusione che si stanno facendo oggi non hanno alcun valore».

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