Notizia Oggi Borgosesia > Senza categoria > Chiusa la nona campagna di scavi alle grotte del Fenera
Senza categoria Borgosesia e dintorni -

Chiusa la nona campagna di scavi alle grotte del Fenera

Aperto un nuovo settore di scavo all’interno della Ciota Ciara

La grotta della Ciota Ciara torna sotto la lente di ingrandimento degli studiosi del dipartimento studi umanistici dell’Università di Ferrara. Nei giorni scorsi si è conclusa la nona campagna di scavi archeologici.

La grotta della Ciota Ciara rappresenta un’evidenza fondamentale per la ricostruzione del popolamento preistorico dell’Italia del Nord Ovest in quanto si tratta dell’unico sito ben documentato e in fase di scavo sistematico. Le ricerche portate avanti dal 2009 con la collaborazione di molti istituti di ricerca italiani e internazionali, hanno permesso di delineare un quadro inerente la ricostruzione del modo di vita dell’Uomo di Neanderthal che ha frequentato le grotte del Fenera più di 80.000 anni fa. I dati emersi dallo scavo paleolitico permettono di affermare che la grotta sia stata probabilmente utilizzata in una prima fase solo come rifugio durante la caccia e successivamente per delle occupazioni più lunghe, probabilmente stagionali, e articolate. L’Uomo di Neanderthal ha sfruttato le rocce locali per la produzione di strumenti e ha cacciato le specie presenti nell’area come il cervo, il cinghiale, il camoscio e il rinoceronte. Ha inoltre deprezzato alcune carcasse di orso (difficile dire se cacciate attivamente o uccise durante il letargo) per il recupero delle pellicce. Oltre alle specie presenti grazie all’apporto umano all’interno della grotta, sono stati rinvenuti anche i resti di altri carnivori come la pantera, il leone, la lince, il lupo, il tasso e la martora.

La campagna di scavo 2017, finanziata grazie al contributo del Comune di Borgosesia e alla collaborazione dell’Ente gestione Aree protette della Valle Sesia e dei membri dell’ex Gasb, ha permesso di approfondire l’area di scavo nella parte atriale della grotta e di indagare i livelli più antichi con il fine di definire con maggiore dettaglio le attività svolte all’entrata della grotta più di 80.000 anni fa. E’ stato inoltre aperto un nuovo settore di scavo all’interno della Ciota Ciara al fine di verificare se il deposito archeologico si sia conservato intatto anche in quest’area. Come per le passate edizioni, l’avanzamento dei lavori ha potuto essere seguito sulla pagina facebook dedicata al sito e sul nuovo canale YouTube del sito. Per maggiori informazioni riguardo all’occupazione della grotta è possibile visitare il sito internet dedicato: https://sites.google.com/a/unife.it/grotta-della-ciota-ciara/

Articolo precedente
Articolo precedente