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Ghemme ricorda lo chef che non diventò sindaco per 12 voti

Daniele Preda è stato ambasciatore del suo paese nel mondo

Ghemme ha dato l’ultimo saluto a Daniele Preda chef rinomato che aveva portato i prodotti della sua terra in Giappone,Cuba e in Sud Africa. Pochi giorni fa al suo funerale la chiesa era gremita dai tanti colleghi dell’associazione cuochi dell’Alto e Basso Novarese e del Vco, di cui era stato presidente, da qualcuno dei suoi numerosi ex allievi, ma anche da molti compaesani che negli anni avevano imparato ad apprezzarlo. Preda è morto all’età di 67 anni all’ospedale di Borgomanero, dove era stato ricoverato durante le festività natalizie in terapia intensiva a causa di un’infezione polmonare. Lascia il fratello Giorgio, la sorella Laura, i cognati Natalina e Mario e i nipoti Riccardo, Chiara, Marco e Alessandro.

Nel 1999 aveva tentato anche la carriera politica, candidandosi a sindaco di Ghemme e perdendo per soli 12 voti (1987 contro 1275) contro Alfredo Corazza, a cui poi aveva dato battaglia nei successivi quattro anni sui banchi del consiglio comunale. Dopo quell’esperienza, però, non si era più ripresentato.

La cucina era da sempre la sua grande passione che ha poi saputo trasformare in lavoro grazia alla sua rigorosa professionalità. Consigliere nazionale dell’ordine dei “Maestri di cucina”, aveva insegnato per anni all’istituto alberghiero di Stresa ed era stato tra i primi chef italiani a tenere corsi di cucina nel paese del Sol levante, in cui per 25 anni è stato anche docente sotto l’egida dell’ambasciata italiana di Tokyo. Nel 1982 è stato a Cuba, come esperto per conto del Ministero degli affari esteri e nel 1991 è stato executive chef di “Casa Italia” in occasione dei campionati mondiali di atletica leggera di Tokyo.

E quando non era in giro per il mondo, amava ascoltare musica, pescare nei torrenti, andare a caccia e collezionare i migliori vini rossi italiani e stranieri nella sua cantina all’interno del castello di Ghemme. Tantissimi i riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera di chef, tra questi la “Stella d’oro” alla professionalità “August Escoffier”, che gli era stata conferita nel 2011 a Villeneuve-Loubet. Preda ha anche collaborato alla stesura di numerosi testi professionali in lingua italiana e straniera. L’ultima sua “fatica letteraria” era stato il volume ” Mangiar di caccia”, scritto a quattro mani con Silvano Crivelli. Un vademecum per chi ama mettere in tavola la selvaggina.

A Ghemme lo hanno ricordato anche l’amministrazione comunale, i coetanei della classe 1950 e la Pro loco, di cui è stato collaboratore enogastronomico in diverse occasioni.

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