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Gli alpini di Campertogno ricordano Gian Bruno Marinoni

«Scoprì il paese da villeggiante, poi venne ad abitarci»

Campertogno ha dato l’addio nei giorni scorsi a Gian Bruno Marinoni, 94 anni, figura storica degli alpini valsesiani. Reduce della Campagna di Russia e Cavaliere della Repubblica, aveva scelto Campertogno come residenza per trascorrere gli anni della pensione ed era entrato a far parte del locale gruppo Alpini. «Veniva spesso negli anni ’70 in villeggiatura – spiega Paolo Defabiani, presidente del gruppo alpini di Campertogno – poi nel 1985, quando è andato in pensione, aveva preso casa e si era stabilito qui. E’ stato per dieci anni capogruppo negli anni Novanta e anche, per qualche anno, presidente della Pro Loco. Ora in alta Valsesia rimangono ancora due reduci della Seconda Guerra Mondiale, uno ad Alagna e l’altro qui a Campertogno: è il nostro decano Giuseppe Ferraris, 102 anni, che noi affettuosamente chiamiamo Pinotto».

Ma il numero degli Alpini sta purtroppo calando: «Ora siamo solo in 18 – prosegue Defabiani – non c’è ricambio generazionale. Solo alcuni giovani per fare concorsi devono prestare servizio per qualche periodo e scelgono gli alpini, ma riusciamo comunque a fare ancora feste e rappresentanze anche grazie ai tanti tesserati e amici». I funerali di Marinoni si sono tenuti nei giorni scorsi nella parrocchiale di Campertogno; è stato poi sepolto a Clusone, vicino a Bergamo, sua terra natale. «Il funerale – conclude Defabiani – era, per coincidenza, in concomitanza con l’adunata nazionale degli alpini a Treviso. Erano presenti una decina di alpini con labaro sezionale e alcuni gagliardetti della Valsesiana. Che ricordo ho di lui? Ha sempre voluto esserci. A Pasquetta, quando si tiene la tradizionale festa del gruppo a Campertogno, è venuto in carrozzina. E’ stato messo davanti a tutti a seguire la Messa; quando al momento dell’elevazione la tromba ha dato uno squillo, lui si è alzato e si è messo sull’attenti insieme a tutti gli altri. Un alpino vero, fino all’ultimo».

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