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Problemi a ricevere il segnale Tv in montagna: appello dell’Uncem

«Troppi, inaccettabili, disservizi nella ricezione dei canali televisivi»

Seicentomila piemontesi che vivono nelle valli alpine e appenniniche non vedono la Rai e altrettanti hanno difficoltà a ricevere le tv private, forza dell’informazione regionale. L’Uncem ha rilanciato l’allarme oggi, all’interno della presentazione delle attività annuali del CoReCom, in Consiglio regionale a Torino. Le proteste dei Comuni e di chi vive nelle Terre Alte sono in continua crescita: “Il non accesso al servizio è palesemente una lesione dei diritti di cittadinanza”, afferma Lido Riba, presidente Uncem Piemonte. Uncem sta ricevendo ulteriori segnalazioni di Sindaci che registrano troppi, inaccettabili, disservizi nella ricezione dei canali televisivi, a partire dal servizio pubblico. Confermati i numeri già rilevati dal CoReCom, drammatici: sulla base dei 368 Comuni che hanno risposto al questionario del Comitato regionale nel 2016, per un totale di 1.205.328 abitanti, 149.064 non ricevono il segnaleRai, il 15%. 600mila piemontesi non vedono il TgR piemontese.

“I problemi di ricezione della tv e l’accesso ai servizi di comunicazione fanno parte dei diritti di base, di tutta la popolazione, indipendentemente dalla residenza e dal luogo in cui lavora. Oggi, la Regione ha in mano una grande sfida. Cioé unire i tre grandi fronti del divario digitale che sono tv, banda larga e telefonia mobile – affermano i vicepresidenti Uncem Paola Vercellotti e Marco Bussone – Il Piemonte ha 290 milioni di euro da investire su infrastrutture e servizi. Bisogna partire da qui per rendere smart le aree interne e a domanda debole”. “Non vogliamo solo protestare – aggiunge Riba – ma lavorare con il Ministero dello Sviluppo economico e gli assessorati regionali per costruire la proposta. La tecnologia è alla base di qualsiasi sviluppo. Nel corso del 2016 sono state numerose le interrogazioni parlamentari, da parte di Senatori e Deputati piemontesi, per chiedere al Mise, alla Rai, con la sua collegata RaiWay, di investire una parte del gettito maggiore del canone inserito nella bolletta elettrica per potenziare i ripetitori nelle Terre Alte. Lo possono fare le Unioni montane di Comuni, con investimenti immediati grazie a risorse trasferite dal Mise. Lo hanno chiesto anche 300 sindaci con specifici ordini del giorno varati dai Comuni. Dal Mise e da RaiWay non sono finora arrivate disponibilità al lavoro in questa direzione. E la situazione peggiora”.

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