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Rugbista di Borgosesia va in Nazionale

Lorenzo Michelini, quasi 17 anni, punta al professionismo

E’ l’unico piemontese a rispondere alla convocazione azzurra per la Nazionale Under 17: oggi Lorenzo Michelini abita nel Biellese, ma è nato e cresciuto in Valsesia, dove ha famigliari e tanti amici. E’ infatti nato a Borgosesia e in valle ha nonni e zii. Da ieri e fino a mercoledì sarà impegnato a Tirrenia per l’allenamento azzurro: il tecnico Paolo Grassi ha chiamato i migliori giovani del panorama nazionale in vista dell’attività internazionale. «Speravo in questa chiamata – confida Lorenzo -. Mi sono sempre impegnato al massimo e sono contento di avere la possibilità di dimostrare il mio valore».

Lorenzo Michelini compirà 17 anni in questo 20017, ma lavora e suda per diventare un giocatore professionista. Pilone di 183 centimetri per 112 chili, ha iniziato a giocare a rugby dell’under 14 appena tre anni fa. «Prima ho provato davvero tutti gli sport – racconta – dal calcio al basket, alla pallavolo. Mi mancava di fare la ballerina… Poi grazie a Giovanni Romeo, amico di mio papà Manuele, ho provato pure la palla ovale». Ed è stato amore a prima vista. «Non sono proprio piccolo – riprende -. Diciamo che il fisico mi aiuta e poi è cresciuta una grande passione».
Gli inizi sono stati con il Biella Rugby, poi da settembre ha iniziato ad allenarsi e giocare all’Accademia Fir di Torino che raggruppa i migliori giocatori giovanili a livello regionale. «Dalla domenica sera al venerdì sono a Torino – racconta -. Studio dai Padri Gesuiti e mi alleno, poi torno a casa nel fine settimana e gioco o con l’Accademia o il Biella Rugby. Mi sono impegnato davvero tanto nell’ultimo periodo per poter coltivare questo mio grande sogno».

E l’obiettivo è quello di diventare un professionista. «E’ uno sport che mi appassiona davvero e in questi anni sono cresciuto molto – riprende -. Devo ringraziare molte persone che mi hanno aiutato per arrivare fino alla prima chiamata in nazionale, ma è solo il primo passo. Ho ancora molta strada da fare…». Lorenzo vive la sua avventura in modo molto maturo da vero professionista. «Devo ringraziare la mia famiglia che mi sta davvero aiutando a rincorrere questo sogno. Poi un grazie va a Giovanni Romeo che mi ha proposto di provare il rugby, poi è stato Rachid Moutchaki a farmi innamorare di questo sport, nell’Under 16 ho potuto contare su Marco Porrino che mi ha dato preziosi consigli tecnici, poi un grazie a Edoardo Romeo e Pietro Salino che hanno creato un bel gruppo, senza scordare Charles Van Staden e Andrea Caputo dell’Under 18 che ci stanno insegnando davvero tanto per poi affrontare il campionato Elitè». Nella sua avventura torinese inoltre il pilone valsesiano-biellese può contare sui compagni Addaris, Galfione e Protto, Marcuccetti che come lui arrivano da Biella. «Un ringraziamento – conclude – anche a Vittorio Musso e Cesare Maia».

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