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Porte aperte su tesori nascosti: quattro luoghi da scoprire con le Giornate Fai d’autunno

Sabato 10 e domenica 11 ottobre visite tra borghi, palazzi storici, antiche fabbriche e vigneti a Borgosesia, Trivero, Veglio e Fara Novarese.

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Un fine settimana alla scoperta di tesori poco conosciuti, tra antiche dimore, chiese, stabilimenti industriali e paesaggi ricchi di storia. Sabato 10 e domenica 11 ottobre tornano le Giornate Fai d’Autunno, giunte alla quindicesima edizione. In tutta Italia saranno oltre 700 i luoghi aperti al pubblico in 350 città, con visite e itinerari dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Anche tra Valsesia, Biellese e Novarese non mancano le opportunità per trascorrere qualche ora alla scoperta del territorio. Quattro gli appuntamenti principali nella nostra zona, con proposte a Borgosesia, Trivero, Veglio e Fara Novarese. Un’occasione per entrare in edifici solitamente poco accessibili e conoscere storie di arte, lavoro e tradizioni che hanno segnato la vita delle comunità locali.

Borgosesia, un viaggio tra le frazioni alte

A Borgosesia le Giornate Fai d’Autunno propongono un itinerario tra sei suggestive frazioni della città: Lovario, Bastia, Brina, Ferruta, Cascina Sella e Albergate. Il percorso permette di scoprire piccoli gioielli di architettura religiosa e rurale, spesso sconosciuti anche a chi abita nelle vicinanze. A Brina si potrà visitare l’oratorio di San Gaudenzio, che custodisce un’opera settecentesca di Tarquinio Grassi, pittore originario di Romagnano Sesia.

A Ferruta sarà aperta la chiesa di Sant’Antonio Abate, mentre Cascina Sella offrirà la possibilità di conoscere due antiche abitazioni e un oratorio privato del Settecento. Particolarmente ricco il patrimonio storico di Albergate, con l’oratorio di Santo Stefano, la Cappella del Presepio, Casa Negri e il caratteristico Taragn, un tempo rivestito di paglia. Alcune aperture a Bastia e Lovario saranno riservate agli iscritti Fai. Visite dalle 10 alle 17, ultimo ingresso alle 16.30.

A Trivero tra il lanificio Zegna e la natura

A Trivero, nel territorio di Valdilana, si aprono le porte di Casa Zegna e del mondo tessile, grazie alla collaborazione tra la delegazione Fai di Biella e Fondazione Zegna. I visitatori potranno approfondire la storia di una realtà industriale che ha contribuito a trasformare l’economia, il paesaggio e la vita sociale del territorio. Previste anche visite al Lanificio Ermenegildo Zegna, riservate agli iscritti Fai e su prenotazione.

Il programma comprende inoltre iniziative dedicate all’Oasi Zegna, per conoscere il rapporto tra attività umana e ambiente montano. Tra le proposte figura una passeggiata di circa quattro chilometri lungo la Panoramica Zegna, durante la quale si parlerà di boschi, della loro cura e delle trasformazioni che interessano il patrimonio naturale. Un’occasione per osservare da vicino un paesaggio che racconta una lunga storia di attenzione al territorio.

Veglio, l’antico lanificio diventa spazio d’arte

Sempre nel Biellese, a Veglio, l’ex Lanificio Picco 1883 torna ad accogliere i visitatori. L’antico stabilimento rappresenta una testimonianza significativa della tradizione tessile che per generazioni ha caratterizzato l’economia locale. Durante il fine settimana sarà possibile entrare negli ambienti della struttura e scoprire un luogo nel quale la memoria industriale incontra nuove forme di espressione artistica.

Gli spazi ospiteranno infatti due esposizioni dedicate ad artisti biellesi. Mario Saroldi presenterà la serie di acquerelli intitolata «Sé Evasivi», mentre Edith Maria Signoretti proporrà «Textile Matters – Edths i flowers», con installazioni che utilizzano il cashmere come supporto creativo. Le visite guidate saranno organizzate a intervalli regolari in entrambe le giornate, offrendo un percorso tra storia, materiali e sperimentazione.

Fara Novarese, dalle sale affrescate alle antiche cantine

A Fara Novarese protagonista sarà Palazzo Malaspina con le sue cantine storiche. Il percorso accompagnerà i visitatori attraverso gli ambienti dell’edificio, tra saloni con soffitti affrescati, il loggiato affacciato sulla corte e il giardino. Un viaggio nel passato del paese, che permetterà di conoscere meglio uno dei suoi edifici più rappresentativi e il rapporto tra architettura, territorio e tradizioni locali.

La visita proseguirà verso i vigneti, con particolare attenzione alla Vigna Antonelliana e alla secolare vocazione vitivinicola della zona. Le aperture sono previste sia sabato sia domenica, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30, con ultimo ingresso alle 17. Quattro mete differenti, dunque, accomunate dalla possibilità di scoprire luoghi e testimonianze che custodiscono una parte importante dell’identità del territorio.

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