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Era in debito col fisco ma girava in Ferrari: scatta il sequestro

Nel mirino delle Fiamme gialle un ristoratore e anche il fratello: gli investigatori hanno ricostruito trasferimenti di denaro e acquisti di supercar.

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Una Ferrari F8 Tributo da 280mila euro, un Rolex e una montagna di contanti. È quanto la guardia di finanza ha sequestrato giovedì nell’Alto Verbano a un ristoratore che aveva accumulato oltre 780mila euro di debiti con il Fisco. Un patrimonio di lusso incompatibile con la sua situazione fiscale, almeno secondo gli investigatori, che hanno avviato un’indagine sulle disponibilità economiche dell’imprenditore.

L’intervento delle Fiamme gialle ha permesso di recuperare beni e denaro per un valore complessivo di circa 640mila euro. Oltre alla prestigiosa vettura sportiva, sono finiti sotto sequestro 346mila euro in contanti trovati nell’abitazione e un orologio Rolex Oyster del valore di 13.500 euro. Il provvedimento è finalizzato alla confisca e al recupero delle somme dovute all’Erario.

Il ristorante vicino alla Svizzera e i sospetti del Fisco

A far emergere la vicenda sono stati gli accertamenti dell’Agenzia delle entrate, che hanno evidenziato una situazione debitoria particolarmente consistente. Il titolare di un ristorante situato nell’Alto Verbano, a poca distanza dal confine svizzero, continuava a disporre di beni di grande valore nonostante le numerose cartelle esattoriali rimaste senza pagamento. Una circostanza che ha spinto gli investigatori ad approfondire la questione.

Le verifiche sono state condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale di Verbania. L’inchiesta è stata battezzata “Reset Tributo”, con un riferimento ironico sia ai mancati versamenti fiscali sia al nome della Ferrari. Il sequestro è stato disposto dall’autorità giudiziaria su richiesta del pubblico ministero Fabrizio Argentieri, accolta dal giudice per le indagini preliminari Mauro D’Urso.

Tre auto sportive acquistate in pochi mesi

Le indagini hanno coinvolto anche il fratello del ristoratore, dipendente e stretto collaboratore nella gestione del locale. Sarebbe stato proprio lui a figurare come intestatario delle vetture di prestigio. Le supercar erano però utilizzate da entrambi i fratelli, secondo quanto ricostruito dai finanzieri. Un particolare che ha contribuito a indirizzare gli accertamenti sull’effettiva provenienza delle risorse impiegate per gli acquisti.

Prima di arrivare alla Ferrari F8 Tributo, i due avevano acquistato una Ferrari 458 e una Bmw M2. Le vetture, comprate ad aprile, erano state rivendute dopo poco tempo per passare a un modello ancora più esclusivo. Secondo gli inquirenti, dietro queste operazioni ci sarebbero risorse sottratte al Fisco, impiegate per alimentare una passione automobilistica decisamente costosa.

I soldi trasferiti ai familiari e le accuse

Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda i movimenti bancari dell’attività commerciale. Esaminando le operazioni effettuate tra il 2021 e il 2025, gli investigatori avrebbero individuato prelievi per almeno 220mila euro privi di giustificazione aziendale. Le somme sarebbero state successivamente trasferite sui conti correnti della madre e del fratello del ristoratore, attraverso operazioni ora al vaglio della magistratura.

In particolare, oltre 100mila euro sarebbero confluiti sul conto del fratello per sostenere le rate dei finanziamenti contratti per acquistare le vetture sportive. Per i due sono scattate le denunce nell’ambito di un procedimento per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie, mentre i beni sequestrati restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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