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La protesta scuote il “Casorati” di Romagnano: convocato il consiglio d’istituto
Domani si discuterà delle restrizioni durante la ricreazione. A Romagnano oltre metà degli allievi ha disertato le lezioni.
Domani, giovedì 22 ottobre il consiglio d’istituto del liceo artistico “Felice Casorati” affronterà il caso degli intervalli obbligatoriamente trascorsi in classe. La convocazione è stata comunicata lunedì pomeriggio dalla dirigente Luisa Boffa, poche ore dopo la mobilitazione nelle sedi di Romagnano e Novara. È il primo confronto ufficiale dopo lo sciopero, organizzato per chiedere una revisione delle nuove regole sulla ricreazione.
Per gli studenti, la riunione rappresenta un primo risultato concreto dopo settimane di contestazioni. La decisione della presidenza impedisce infatti agli allievi di uscire dalle rispettive aule durante le pause, limitando le occasioni di incontro con i compagni delle altre classi. L’obiettivo della mobilitazione era ottenere un confronto diretto sulle disposizioni, giudicate eccessivamente restrittive e poco compatibili con le esigenze dei ragazzi.
A Romagnano più della metà degli studenti ha scioperato
Lunedì mattina gli allievi della sede di Romagnano hanno organizzato un presidio all’ingresso dell’istituto e nel parco davanti a palazzo Curioni, mentre una protesta analoga si svolgeva nella sede principale di Novara. L’adesione è stata particolarmente significativa anche tra i più giovani, come sottolinea Ludovica Barbaglini, rappresentante degli studenti, tracciando un bilancio della giornata.
«Dei 210 iscritti della nostra sede staccata, oltre la metà ha aderito all’astensione dalle lezioni per ascoltare le varie testimonianze. Pochissimi sono entrati», racconta Barbaglini. A colpirla è stata soprattutto la partecipazione degli alunni del biennio, che non hanno conosciuto la scuola prima dell’introduzione delle restrizioni. Anche loro hanno voluto far sentire la propria voce, condividendo le preoccupazioni degli studenti più grandi.
La preside conferma le regole, ma lascia aperta la verifica
Nonostante la convocazione del consiglio, lunedì pomeriggio la dirigente Luisa Boffa ha diffuso una circolare che ribadisce le disposizioni in vigore. Per andare ai servizi igienici è consentita l’uscita di due studenti alla volta, con l’autorizzazione degli insegnanti. Ancora più limitato risulta l’accesso ai distributori automatici, raggiungibili soltanto durante gli intervalli e sempre con il permesso dei docenti.
La stessa circolare contiene però un passaggio che potrebbe aprire la strada a qualche cambiamento. La dirigente precisa infatti che le disposizioni si trovano ancora in una fase sperimentale e sono sottoposte a verifica. Non viene quindi esclusa la possibilità di modifiche o integrazioni al regolamento d’istituto, qualora la valutazione delle nuove modalità organizzative ne evidenziasse la necessità.
«L’intervallo serve anche a conoscere gli altri»
Al centro delle critiche degli studenti non c’è soltanto la possibilità di acquistare uno snack o una bevanda. La questione riguarda soprattutto il significato della pausa scolastica, considerata un momento necessario per interrompere le lezioni e stare con gli altri. La ricreazione dovrebbe favorire anche la socializzazione tra classi, spiegano gli allievi, offrendo qualche minuto di libertà rispetto alla normale attività didattica.
«L’intervallo serve proprio a conoscere gli altri studenti, a staccare dalle lezioni chiacchierando per qualche minuto», osserva Ludovica Barbaglini. La rappresentante ricorda anche che cambiare ambiente può essere importante per chi non si trova completamente a proprio agio nella classe. Un’esigenza che secondo i ragazzi merita maggiore attenzione, soprattutto in una scuola frequentata da adolescenti.
Il nodo dei distributori e l’attesa per giovedì
C’è poi una difficoltà molto pratica. Consentire soltanto a due ragazzi per classe di raggiungere i distributori durante la ricreazione significa, secondo gli studenti, rendere quasi impossibile l’acquisto di bevande e alimenti per tutti. Il tempo necessario per gli spostamenti e gli acquisti rischia infatti di esaurire gran parte della pausa, lasciando gli altri compagni senza la possibilità di usufruire del servizio.
Ora l’attenzione si sposta sulla riunione di giovedì 22 ottobre. I rappresentanti degli studenti potranno portare le proprie osservazioni e chiedere che venga rivalutato l’obbligo di rimanere nelle aule. La convocazione ha aperto uno spazio di discussione, ma resta da capire se il confronto porterà a un cambiamento delle disposizioni oppure alla conferma dell’attuale organizzazione.
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