AttualitàNovarese
Ghemme, 287 atti e accuse incrociate: è scontro in Comune
Il sindaco denuncia rallentamenti negli uffici. Corazza rivendica le richieste di controllo, contesta le procedure e precisa di essere ancora nella maggioranza.
A Ghemme si riaccende il confronto politico dopo le recenti contestazioni dei consiglieri Alfredo Corazza e Davide Temporelli sulla gestione del Comune. Il sindaco Mirko Barbavara interviene sulle numerose iniziative consiliari presentate e accusa i firmatari di rallentare il lavoro degli uffici. Al centro della polemica ci sono interrogazioni, interpellanze, mozioni e richieste di accesso agli atti, sulle quali le valutazioni delle parti divergono nettamente.
Secondo i dati forniti dall’amministrazione, i documenti depositati sono 287. «Con 287 documenti presentati non è opposizione, ma ostruzionismo», sostiene Barbavara, che parla di una pressione crescente sulla macchina amministrativa comunale. A suo giudizio, la gestione delle istanze assorbirebbe tempo e risorse che potrebbero essere impiegati nelle attività ordinarie e finirebbe per coinvolgere anche la Prefettura.
Le contestazioni sulla Tari e sulla piscina comunale
Il clima si è fatto più teso anche dopo una seduta dedicata al piano finanziario della Tari, durante la quale i gruppi di minoranza hanno abbandonato l’aula. Tra i dossier più discussi figura inoltre il bando per la gestione della piscina comunale, sul quale sono stati sollecitati chiarimenti. Barbavara respinge le critiche sui tempi concessi per esaminare gli atti prima delle votazioni, sostenendo che le procedure siano state rispettate.
«Stiamo garantendo gli stessi margini previsti dai regolamenti», afferma il sindaco, difendendo anche il comportamento del segretario comunale. Cita poi una richiesta composta da 32 pagine, a suo avviso esemplare del carico di lavoro imposto agli uffici. Sulla piscina, infine, precisa di non aver mai considerato scontata una sconfitta: aveva soltanto definito la partecipazione una sfida complessa.
Corazza replica: «Faccio ancora parte della maggioranza»
La risposta di Alfredo Corazza parte da una precisazione politica: «il sottoscritto fa ancora parte della maggioranza». Il consigliere contesta quindi di essere assimilato ai gruppi di opposizione e ricorda che, durante la seduta sulla Tari, fu la minoranza ad abbandonare l’aula. Lui invece rimase, contestando quello che ritiene un comportamento contrario al regolamento comunale da parte del sindaco e del segretario.
Corazza spiega di essersi allontanato soltanto quando si è passati al bilancio e ad altre questioni economiche, come afferma di fare da dodici anni. Motiva questa scelta con la mancata disponibilità dei dati richiesti per votare. Sostiene inoltre di attendere ancora risposte a istanze presentate tra settembre e ottobre 2025, nonostante il termine di trenta giorni che, secondo il consigliere, sarebbe imposto dalle norme.
«Quei documenti segnalano errori e violazioni»
Il consigliere respinge anche la definizione di ostruzionismo. A suo dire, il numero complessivo citato da Barbavara non racconta il contenuto dei singoli documenti: segnalazioni di errori, manutenzioni mancanti e presunte violazioni che, sostiene, possono essere verificate. Da questa prospettiva, gli atti non servirebbero a bloccare gli uffici, ma a controllare decisioni e interventi dell’amministrazione.
Corazza conclude con una valutazione molto severa sulla gestione del paese, denunciando un degrado che, a suo giudizio, in alcuni casi potrebbe provocare danni. Restano così due letture opposte del lavoro di controllo consiliare: per il sindaco l’accumulo di richieste ostacola l’attività amministrativa; per il consigliere si tratta di questioni concrete alle quali attenderebbe ancora risposte.
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook
Contenuti sponsorizzati

