AttualitàVarallo e alta Valsesia
Varallo ricorda Franca Chiarini, una vita donata al suo rione
Aveva 84 anni. La parrocchia, la confraternita di San Giacomo e i vicini ricordano la sua generosità verso persone e animali.
Varallo ricorda Franca Chiarini, scomparsa nei giorni scorsi a 84 anni. Aveva sempre vissuto nel rione di Varallo Vecchio, dove era conosciuta per il suo impegno nella vita della parrocchia e del quartiere. La sua era una presenza discreta e costante, fatta di tempo dedicato agli altri e di attenzioni quotidiane per i luoghi e le persone che le stavano vicino.
Sposata con Aristide Torri, geometra conosciuto in città e presidente del consiglio della biblioteca civica “Farinone-Centa”, era madre di Stefano, Marco e Andrea. Marco e Andrea, entrambi architetti, sono oggi titolari dello Studio Torri, avviato dal padre negli anni Sessanta. Attorno alla famiglia si è raccolto l’affetto della comunità, che ricorda Franca per la disponibilità dimostrata negli anni.
L’impegno nella parrocchia
Il prevosto di Varallo don Roberto Collarini, don Gabriele Tibaldi, don Gianni Lategana e le realtà parrocchiali hanno espresso pubblicamente la loro vicinanza alla famiglia Torri. In un’epigrafe hanno ricordato Franca con affetto e preghiera. Per la parrocchia era stata una collaboratrice preziosa, sempre pronta a dedicare tempo ed energie alle attività della comunità religiosa.
Un ricordo particolare arriva dalla confraternita della Santissima Trinità della chiesa di San Giacomo, nel cuore di Varallo Vecchio. Il priore e i confratelli ne ricordano l’impegno come collaboratrice e, per diversi anni, come priora della chiesa. Anche il Comitato Dughi ha partecipato al lutto della famiglia. Il legame di Franca con il rione emerge nelle tante espressioni di cordoglio ricevute.
Gli animali e i fiori per la città
Accanto alla vita parrocchiale, Franca coltivava un grande amore per gli animali. Aveva accudito molti cani al Muntisel e si prendeva cura degli animali abbandonati che incontrava. Accoglieva i trovatelli e cercava di proteggerli, dedicando loro la stessa pazienza e attenzione con cui partecipava alla vita del quartiere.
Nella zona di ponte Antonini, dove abitava, si occupava personalmente delle fioriere, curandole e aggiungendo nuovi fiori. Erano gesti semplici, visibili a chi passava ogni giorno, che raccontano il suo modo di vivere Varallo Vecchio. Lascia il ricordo di una donna attenta agli altri, agli animali e agli angoli della città che sentiva suoi.
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