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Valduggia, giorni senz’acqua e polemica: il Comune risponde

La maggioranza replica alle accuse di Valduggia Viva: nove sorgenti individuate, lavori in corso e un intervento da 50mila euro previsto a novembre.

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A Valduggia l’amministrazione comunale replica alle critiche del gruppo di minoranza “Valduggia Viva” sulle difficoltà del servizio idrico. In una nota, la maggioranza respinge le accuse di promesse mancate e rivendica il lavoro avviato con Cordar. Al centro del confronto ci sono i disservizi che hanno lasciato diverse utenze senza acqua anche per intere giornate, provocando comprensibili proteste tra i cittadini.

Il Comune accusa la minoranza di alimentare una polemica a fini elettorali, ma sottolinea di non voler evitare il confronto. «Il servizio idrico non è di competenza diretta del Comune», ricorda l’amministrazione, sostenendo di essersi attivata dall’inizio del mandato. La gestione dell’acquedotto resta affidata a Cordar, con cui, secondo la maggioranza, è stato mantenuto un dialogo costante per individuare soluzioni durature.

Nove nuove sorgenti per risolvere il problema

Il punto principale della replica riguarda le opere programmate per superare le criticità dell’acquedotto. L’amministrazione riferisce che, grazie al lavoro di un geologo incaricato, sono state individuate nove nuove sorgenti nella zona dell’impianto. Il loro collegamento, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe migliorare sia la disponibilità d’acqua nei periodi di siccità sia la qualità dell’erogazione dopo le piogge.

Il progetto è articolato in due lotti. Il primo, relativo al rifacimento della presa di captazione superficiale, è stato completato e, secondo l’amministrazione, ha già ridotto gli episodi di torbidità. Il secondo lotto deve collegare le sorgenti individuate e viene indicato come la soluzione definitiva. Il Comune attribuisce i rallentamenti a procedure burocratiche esterne alle proprie competenze.

Siccità e piogge, le cause delle ultime interruzioni

La replica riconosce comunque la gravità delle difficoltà più recenti. Secondo la ricostruzione comunale, due mesi di siccità hanno ridotto drasticamente la portata del torrente, favorendo l’accumulo di terriccio nella zona di presa. Le successive piogge intense avrebbero trascinato i sedimenti verso i filtri esistenti, ormai datati, causando nuove interruzioni dell’erogazione.

Le conseguenze sono state pesanti per una parte del paese: l’amministrazione cita famiglie, negozi, aziende, scuole e casa di riposo rimasti senza acqua per giornate intere, con episodi ripetuti mediamente ogni dieci o quindici giorni. Disagi che il Comune stesso considera inaccettabili, pur sostenendo che non cancellano i progressi ottenuti finora sul problema storico dell’approvvigionamento idrico.

A novembre un intervento da 50mila euro

Per affrontare l’emergenza più recente, Cordar ha pianificato l’installazione di una “griglia Coanda”, dispositivo destinato a impedire l’ingresso del terriccio nella presa. L’investimento annunciato ammonta a 50mila euro e l’intervento è previsto nel mese di novembre. Nella nota, l’amministrazione presenta questa soluzione come una risposta concreta alle criticità emerse dopo le ultime precipitazioni.

Quanto al collegamento delle nove sorgenti, la maggioranza riferisce di aver ricevuto nell’ultima settimana notizie incoraggianti, senza indicare ancora una data per il completamento. Nuovi aggiornamenti sono annunciati nei prossimi giorni. La replica si chiude con una frase rivolta alle accuse di propaganda della minoranza: «Fatti e non parole!». Resta ora da vedere quando gli interventi produrranno risultati stabili per le utenze.

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