CronacaFuori zona
Fuga folle a 180 all’ora lungo le strade dei paesi: tre arresti a Masserano
Corriere della droga in manette dopo sorpassi azzardati e rischi per gli automobilisti. Recuperate dosi di cocaina, convalidati i fermi.
Un inseguimento a velocità folle, con punte di 180 chilometri orari, manovre pericolose e persino un tentativo di speronare un’auto della polizia. È accaduto lunedì 2 novembre tra Biella e Masserano, durante un’operazione antidroga della squadra mobile della questura di Biella. Tre cittadini marocchini sono stati arrestati al termine di una fuga che ha messo a rischio anche gli altri automobilisti.
Tutto è cominciato quando gli investigatori hanno individuato una Jeep Avenger a noleggio, con tre uomini a bordo, sulla quale risultava una denuncia per appropriazione indebita. Gli agenti hanno deciso di seguire il veicolo, avviando un servizio di osservazione e pedinamento. Una volta raggiunta la zona industriale di Biella, le pattuglie hanno intimato l’alt, ma il conducente ha reagito accelerando improvvisamente.
Sorpassi azzardati e velocità fino a 180 chilometri orari
Da quel momento è iniziata una fuga ad altissima velocità lungo diverse strade del Biellese. Il conducente della Jeep ha effettuato ripetuti sorpassi azzardati e manovre estremamente rischiose, ignorando l’ordine di fermarsi. In alcuni tratti l’auto ha raggiunto i 180 chilometri orari, mettendo in pericolo l’incolumità degli automobilisti e dei pedoni presenti lungo il percorso.
Durante l’inseguimento, gli agenti hanno notato anche un particolare sospetto: dal finestrino posteriore venivano lanciati piccoli involucri bianchi. Secondo gli investigatori, gli occupanti stavano cercando di disfarsi di materiale illecito prima di essere raggiunti. I poliziotti hanno proseguito l’inseguimento, individuando nel frattempo il tratto di strada dove erano stati gettati gli oggetti.
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La fuga finisce a Masserano, poi il tentativo di speronamento
La corsa si è conclusa nel territorio di Masserano, lungo una strada provinciale, dove le pattuglie sono riuscite a organizzare un dispositivo di blocco. La Jeep è stata chiusa tra le auto della polizia e il guardrail, impedendo ulteriori possibilità di fuga. Ma neppure a quel punto il conducente si è arreso, tentando un’ultima manovra particolarmente pericolosa.
L’uomo ha infatti cercato di speronare uno dei mezzi di servizio, ma il poliziotto alla guida è riuscito a evitare l’impatto. Una volta fermato il veicolo, i tre occupanti hanno opposto una violenta resistenza, dimenandosi e tentando ripetutamente di colpire gli agenti con gomitate. Dopo momenti concitati, gli operatori sono riusciti a immobilizzarli e a completare il controllo.
Recuperate otto confezioni di cocaina e 1.480 euro
Terminate le operazioni di blocco, gli investigatori sono tornati sul tratto stradale dove avevano visto lanciare gli involucri. Nonostante il traffico intenso, sono state recuperate otto confezioni termosaldate contenenti cocaina, per un peso lordo complessivo di circa 4,53 grammi. Il materiale è stato sequestrato nell’ambito degli accertamenti sull’ipotizzata attività di spaccio.
Le successive perquisizioni personali e del veicolo, proseguite negli uffici della questura, hanno permesso di trovare denaro contante per un totale di circa 1.480 euro, ritenuto dagli investigatori riconducibile all’attività illecita. Ulteriori approfondimenti hanno inoltre fatto emergere contatti telefonici con altri soggetti, che secondo la polizia sarebbero coinvolti nella compravendita di sostanze stupefacenti.
Arresti convalidati, scattano i provvedimenti del giudice
Al termine degli accertamenti, i tre uomini sono stati arrestati per concorso nella detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. A due è stata contestata anche la resistenza a pubblico ufficiale, mentre il conducente deve rispondere inoltre della fuga pericolosa prevista dall’articolo 192, comma 7 bis, del codice della strada. Due arrestati sono stati inizialmente trattenuti nelle camere di sicurezza della questura, il terzo portato in carcere.
Nel pomeriggio di martedì 3 novembre si è svolta l’udienza direttissima, durante la quale l’autorità giudiziaria ha convalidato tutti e tre gli arresti. Per due degli indagati è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Biella, mentre per il terzo è stato stabilito l’obbligo di dimora in un comune della provincia di Milano. Si conclude così la fase iniziale dell’operazione, mentre restano gli approfondimenti investigativi sui contatti emersi.
Foto d’archivio
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