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Sanac, tre offerte ma rischio “spezzatino”: in gioco anche i 60 lavoratori di Gattinara

I sindacati ribadiscono il loro “no” alla vendita seperata delle aziende. 

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Sanac, tre offerte ma rischio “spezzatino”: in gioco anche i 60 lavoratori di Gattinara. I sindacati ribadiscono il loro “no” alla vendita seperata delle aziende.

Sanac, tre offerte ma rischio “spezzatino”: in gioco anche i 60 lavoratori di Gattinara

Non si sblocca la vertenza Sanac e cresce la preoccupazione per il destino dell’azienda specializzata nella produzione di materiali refrattari per le acciaierie, presente con quattro stabilimenti in Italia, tra cui quello di Gattinara che impiega circa 60 addetti. A lanciare l’allarme sono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che denunciano la mancanza di informazioni ufficiali sull’esito del settimo bando di vendita avviato nell’ambito dell’amministrazione straordinaria.

Dopo una lunga fase di stallo e diversi tentativi andati a vuoto, al bando sono arrivate tre manifestazioni di interesse. Si tratta di tre realtà italiane del settore, le cui proposte sono state giudicate coerenti con i requisiti richiesti. Tuttavia, secondo quanto emerso, solo una delle tre sarebbe orientata all’acquisizione di più siti produttivi, in particolare quelli toscani.
LEGGI ANCHE: Ilva in stallo, scatta l’allarme anche per la Sanac di Gattinara

I sindacati: niente “spezzatino”

Le organizzazioni sindacali ribadiscono con forza il loro no allo “spacchettamento” dell’azienda, compreso lo stabilimento valsesiano. Una scelta che, secondo le sigle, metterebbe seriamente a rischio la tenuta industriale del gruppo e il futuro occupazionale complessivo, che riguarda circa 300 lavoratori a livello nazionale.

«Restiamo fortemente preoccupati per il rischio di uno spezzatino della Sanac – sottolineano Filctem, Femca e Uiltec – una prospettiva sbagliata sia per la filiera dell’acciaio sia per un reale rilancio strategico dell’azienda, anche in relazione ai rapporti industriali con l’ex Ilva di Taranto».

Appello al Ministero

Il timore concreto è che i quattro siti di Assemini, Massa Carrara, Gattinara e Vado Ligure possano essere ceduti separatamente, compromettendo un sistema produttivo che ha dimostrato nel tempo elevata integrazione e valore aggiunto. Per i sindacati, la valutazione delle offerte dovrebbe partire da un punto fermo: mantenere unita l’intera Sanac sotto un’unica proprietà.

Da qui l’appello al Mimit affinché venga privilegiata la proposta che prevede l’acquisizione dell’intero complesso aziendale, salvaguardando tutte le produzioni e i livelli occupazionali, compresi quelli dello stabilimento di Gattinara. «L’auspicio – concludono le organizzazioni sindacali – è che la Sanac e i suoi lavoratori possano tornare a essere pienamente parte della filiera dell’acciaio in Italia, un settore che l’azienda ha servito per anni con competenza e qualità».

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