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Scuole della Valsessera corrono contro la fame nel mondo. A ogni giro aumentano le offerte

Agli alunni è stato chiesto di cercare piccoli sponsor che li sostengano.

Scuole della Valsessera corrono per “Azione contro la fame”. Ogni giro in più sono soldi dagli sponsor.

Scuole della Valsessera corrono contro la fame nel mondo

Questa settimana gli alunni di tutte le classi delle scuole medie dell’Istituto comprensivo di Pray parteciperanno alla manifestazione di carattere internazionale “Corsa contro la fame” organizzata da Azione contro la fame. Si tratta di un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a eliminare la fame nel mondo.

Un’iniziativa di “Azione contro la fame”

Riconosciuta leader nella lotta contro la malnutrizione, «Azione contro la fame – spiegano dall’istituto comprensivo – salva la vita dei bambini malnutriti e, al tempo stesso, fornisce accesso all’acqua potabile e soluzioni sostenibili per combattere la mancanza di cibo». Per esigenze di sicurezza sanitaria, ogni classe correrà durante le ore di scienze motorie e sportive, con la supervisione del professor Mattia Loro Pilone.

Ogni alunno ha i suoi sponsor

Gli alunni hanno dovuto cercare piccoli sponsor che li sostengano nella loro opera di supporto ai bambini che soffrono la fame. Lo sponsor si impegnerà a versare la cifra offerta moltiplicata per il numero di giri che l’alunno percorrerà su di un circuito predisposto dal docente. Per esempio, se 10 centesimi è la cifra offerta dallo sponsor per ogni giro, se l’alunno fa dieci giri, lo sponsor verserà un euro. In questo modo i ragazzi verranno coinvolti nella raccolta fondi in prima persona, guadagnandosi il contributo che andranno a versare.

La scuola come buon esempio

«Abbiamo affrontato negli ultimi due anni grandi difficoltà, sia sanitarie, che sociali, che economiche – dicono ancora dall’Istituto comprensivo -. Eppure questo non deve farci dimenticare che vi sono bambini nel mondo che soffrono da prima della pandemia e che, a maggior ragione, sono stati colpiti in modo tanto più pesante in quanto la situazione sanitaria ed economica dei loro paesi era già tragica. La solidarietà non può e non deve cedere il passo all’egoismo e all’individualismo e la scuola deve ergersi a esempio di inclusione globale».

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