CronacaFuori zona
Allevamento abusivo di barboncini a Vigliano: sequestrati una trentina di cani
L’intervento dei carabinieri forestali avrebbe riguardato fattrici, maschi e cuccioli. Gli animali sono stati trasferiti temporaneamente al canile consortile di Cossato.
Una trentina di barboncini sarebbe stata sequestrata nei giorni scorsi a Vigliano Biellese nell’ambito di un intervento dei carabinieri forestali. Gli animali provenivano da un’attività di allevamento che sarebbe risultata priva delle necessarie autorizzazioni, e sono stati trasferiti temporaneamente al canile consortile di Cossato.
I dettagli dell’operazione non sono ancora stati resi completamente noti e alcuni aspetti restano quindi da chiarire. Secondo le informazioni disponibili, da tempo venivano pubblicati su internet annunci per la vendita di cuccioli di barboncino, riconducibili a un uomo di origine peruviana residente a Vigliano.
Da una cucciolata a un’attività sempre più grande
L’attività sarebbe partita inizialmente con dimensioni molto ridotte. Il buon riscontro economico avrebbe però spinto il proprietario ad aumentare progressivamente il numero degli animali, fino ad arrivare a una gestione non più compatibile con un semplice allevamento amatoriale.
La normativa regionale stabilisce infatti precisi limiti al numero di fattrici e di cucciolate che possono essere gestiti senza trasformare l’attività in un allevamento professionale. A Vigliano quei parametri sarebbero stati superati, senza che venisse però formalizzata una struttura autorizzata per la riproduzione e la vendita dei cani.
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Contestate anche le condizioni degli animali
Nel corso del sopralluogo i carabinieri forestali avrebbero inoltre verificato le modalità con cui erano detenuti i barboncini. Le condizioni riscontrate non sarebbero state considerate adeguate sotto il profilo del benessere animale, circostanza che avrebbe portato a un’ulteriore contestazione nei confronti del proprietario.
Tra gli animali sequestrati ci sarebbero esemplari adulti utilizzati per la riproduzione, maschi e numerosi cuccioli. I barboncini venivano venduti anche fuori dal Biellese, raggiungendo clienti in altre zone del Piemonte e, secondo quanto emerso, anche fuori regione.
Un’attività passata inosservata
Nonostante il numero consistente di animali presenti, l’allevamento sarebbe riuscito a proseguire senza attirare particolare attenzione nel quartiere. Molti residenti non si sarebbero accorti della presenza di decine di cani, elemento che testimonia quanto l’attività fosse rimasta circoscritta all’interno della proprietà.
Resta inoltre da accertare se tutti gli animali siano nati direttamente a Vigliano oppure se, per soddisfare le richieste degli acquirenti, una parte dei barboncini possa essere stata acquistata altrove. Anche questo aspetto potrebbe rientrare negli approfondimenti ancora in corso.
Ora i cani restano al canile di Cossato
I trenta barboncini sono stati affidati temporaneamente al canile consortile di Cossato. Le associazioni animaliste stanno seguendo con attenzione il loro futuro, in attesa che vengano chiariti gli aspetti amministrativi e giudiziari della vicenda.
Per il momento gli animali resteranno quindi nella struttura. Una situazione che ricorda altri sequestri avvenuti negli ultimi mesi, come quello che aveva riguardato decine di husky provenienti da un allevamento abusivo, successivamente ospitati in una struttura del Biellese.
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