AttualitàSessera, Trivero, Mosso
Giovedì don Dino avrebbe compiuto 100 anni: oggi la comunità si ritrova per ricordarlo
Trivero, alle 16 al santuario della Brughiera la messa celebrata dal vescovo Roberto Farinella. Una vita dedicata alla fede e a generazioni di giovani.
Una messa alla Brughiera per i cento anni di don Dino
Una messa per ricordare i cento anni dalla nascita di don Secondino Lanzone, il sacerdote che per decenni è stato un punto di riferimento per la comunità di Trivero e dell’intera Valdilana. Nato il 22 ottobre 1926, il sacerdote avrebbe tagliato il traguardo del secolo giovedì: ma la celebrazione è in programma oggi, sabato 24 ottobre, alle 16, al santuario della Brughiera. A presiedere la funzione religiosa sarà il vescovo di Biella, monsignor Roberto Farinella, nel luogo dove don Dino ha trascorso gli ultimi 21 anni del suo ministero.
Il sacerdote, che tutti conoscevano affettuosamente come don Dino, era nato a Crocemosso il 22 ottobre 1926 ed è scomparso lo scorso 1° maggio, all’età di 99 anni. Il centenario della nascita diventa così un’occasione per ricordare la sua figura e il legame profondo che aveva costruito con il territorio. Un ricordo ancora vivo tra le tante persone che lo hanno conosciuto durante il suo lungo cammino sacerdotale.
Una vita al servizio delle parrocchie del territorio
Dopo gli studi al seminario diocesano, Secondino Lanzone era stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1950. Nello stesso anno aveva iniziato il ministero come vice parroco a Vallemosso, per poi essere nominato parroco di Castagnea, a Portula, il 22 marzo 1955. Il 7 novembre 1960 era arrivato a Trivero Matrice, dando inizio a un’esperienza pastorale destinata a durare ben 43 anni, fino al 2003.
Nel corso del tempo don Dino aveva assunto anche altri incarichi, tra cui quello di prevosto delle parrocchie di Botto e, dal 1996, di Bulliana. La sua presenza ha accompagnato generazioni di famiglie, attraverso celebrazioni, incontri e momenti importanti della vita comunitaria. Un impegno pastorale che andava ben oltre le funzioni religiose, grazie alla sua attenzione ai rapporti umani e alla crescita dei più giovani.
Il campeggio di Doues, un’eredità per generazioni di ragazzi
Tra le iniziative che hanno segnato il suo lungo ministero spicca la realizzazione del campeggio estivo di Doues, in Valle d’Aosta. Un progetto al quale don Dino ha dedicato energie e impegno, contribuendo all’acquisto dei terreni e allo sviluppo delle strutture. Un’esperienza che negli anni ha coinvolto migliaia di giovani, offrendo loro occasioni di incontro, condivisione e crescita lontano dalla quotidianità.
Il campeggio continua ancora oggi a essere un appuntamento importante per tanti ragazzi e famiglie del territorio. È una delle testimonianze più concrete del lavoro svolto da don Lanzone, che considerava fondamentale dedicare tempo e attenzione alle nuove generazioni. Il legame tra don Dino e i giovani è rimasto uno dei tratti distintivi della sua attività, lasciando un’eredità che prosegue anche dopo la sua scomparsa.
Gli ultimi 21 anni dedicati al santuario della Brughiera
Nel settembre 2003, conclusa la lunga esperienza a Trivero Matrice, don Dino aveva assunto l’incarico di rettore del santuario della Brughiera. Qui aveva avviato un intenso lavoro di valorizzazione, promuovendo interventi di recupero e miglioramento delle strutture, anche grazie alla collaborazione di volontari e benefattori. Il santuario era diventato il centro della sua ultima missione pastorale, oltre che il luogo dove aveva scelto di vivere.
Fino a quando le condizioni di salute glielo avevano permesso, aveva continuato a celebrare messa e ad accogliere i fedeli. Si era spento proprio nella sua abitazione nei pressi del santuario, dopo un peggioramento delle condizioni di salute. Don Lanzone aveva ricoperto anche il ruolo di presidente dell’Editrice il Biellese nei primi anni Duemila. La celebrazione di oggi riporta idealmente don Dino nella sua Brughiera, per un nuovo momento di raccoglimento e memoria collettiva.
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