AttualitàVarallo e alta Valsesia
«Il Sacro Monte di Varallo è nel mio cuore fin da bambino»: la nuova missione di don Lorenzo Marchetti
Il sacerdote, nominato pro rettore dal primo ottobre, racconta il legame con il santuario, la collaborazione con don Angelo Porzio e gli obiettivi futuri.
Dal primo ottobre don Lorenzo Marchetti ricopre l’incarico di pro rettore del Sacro Monte di Varallo, affiancando il rettore don Angelo Porzio, di 76 anni. Marchetti è stato per 33 anni parroco delle parrocchie di Caltignaga e Sologno-Morghengo, inoltre ricopre diversi incarichi tra i quali direttore dell’ufficio diocesano catechesi e liturgia, cerimoniere vescovile e segretario particolare del vescovo Franco Giulio Brambilla.
Qual è stata la sua reazione alla proposta del vescovo di essere assegnato al Sacro Monte?
«Reazione assolutamente positiva. Con Franco Giulio Brambilla stavamo già concordando una destinazione nuova, dato che, terminando il suo ministero di vescovo di Novara e terminando io il mio incarico come suo segretario, cercavamo nuove soluzioni. Il Sacro Monte di Varallo significa tanto per me, ci sono legato fin da bambino. Inoltre sono stato vicario parrocchiale a Borgosesia per quattro anni, per cui è una sorta di ritorno. Mi trovo bene sia a livello culturale che artistico, ho amici e conoscenze qui. Inoltre amo l’ambiente silenzioso, l’immersione nella natura e la grande varietà di persone che questo luogo garantisce».
Come verrà impostata la collaborazione con don Angelo, rettore dal 2020?
Ci lega un amicizia comune e abbiamo un’ottima intesa su come debba essere fatta la liturgia e quali siano i suoi significati, quindi sono sicuro che lavorare insieme sarà fruttuoso. La mia presenza dovrebbe aiutare la promozione del Sacro Monte non solo a livello locale ma nazionale e globale. Ieri ho incontrato una coppia di francesi che era venuta apposta in Italia per il nostro Sacro Monte. È un unicum, il modello su cui si sono basati tutti gli altri.
Quali sono i progetti per il Sacro monte di Varallo?
Parliamo della vita di Cristo rappresentata dalle cappelle e del mistero dell’assunzione rappresentato dalla basilica, è un patrimonio di carattere spirituale importante. Tutti gli artisti che si sono succeduti qui hanno fatto sì che attraverso la contemplazione delle singole cappelle passi un messaggio ben chiaro, quello della fede. Rimane però un po’ presto parlare di progetti veri e propri, devo ancora ambientarmi e capire le esigenze del luogo. Diciamo che l’obiettivo a lungo termine è quello, come dicevo, di far conoscere ancora di più la nostra realtà.
Quanto è importante la collaborazione con gli altri Sacri Monti e l’accoglienza dei visitatori?
Vogliamo rafforzare la collaborazione con l’Ente di gestione dei Sacri Monti, ci sembra un atto quasi dovuto e opportuno perché unire i cammini di gestione dei Sacri Monti significa offrire un’esperienza al fedele unica. Ognuno infatti ha le sue unicità dal punto di vista artistico e religioso, e vogliamo incoraggiare i pellegrini, siano essi fedeli, curiosi o appassionati d’arte a visitare i nostri luoghi. Per noi è importante promuovere un’accoglienza aperta a tutti, non solo i pellegrini mossi dalla fede, andando incontro alle necessità di tutti coloro che amano il Sacro Monte.
Come è stata invece la sua esperienza nelle precedenti parrocchie?
E’ stata più che trentennale, ma si tratta di ambienti e situazioni completamente diverse da questa. Nella parrocchia la comunità è fissa, mentre al Sacro Monte si vive una grandissima varietà di persone. Si tratta di accogliere tutti nel modo migliore possibile, stando attenti alle diverse origini, estrazioni, interessi e così via.
Crede che il percorso maturato possa esserle utile per questo nuovo incarico?
Mi auguro che gli scorsi anni, e il nuovo percorso qui a Varallo in collaborazione con don Angelo, possano essere fruttuosi sia per me che per tutta la nostra comunità.
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook
Contenuti sponsorizzati

