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Miele d’acacia, un’annata disastrosa per Vercelli e Biella

La situazione è grave in tutta Italia. Le importazioni superano la produzione nazionale, il 20 per cento del miele arriva dalla Cina

E’ stata un’annata disastrosa per il miele. In tutta Italia e anche le province di Vercelli e Biella non fanno eccezione. A segnalarlo è la Coldiretti, che mette in evidenza anche che le importazioni dall’estero hanno superato la produzione italia.

Insomma, sempre più spesso i barattoli di miele sulle tavole arrivano da Cina (ben il 20 per cento. Qui è legale l’uso del polline Ogm), Ungheria e Romania. I barattoli di miele cinese, ungherese e rumeno hanno superato quest’anno la produzione italiana. «Le piogge tra maggio e giugno hanno provocato effetti disastrosi per l’apicoltura, al termine di una primavera che si ricorderà per le anomalie del clima – commentano il presidente e il direttore di Coldiretti Vercelli Biella, Paolo Dellarole e Maria Lucia Benedetti -. Le precipitazioni hanno avuto ripercussioni negative sulle fioriture, messo in difficoltà le api e fatto crollare la produzione del miele d’acacia» . D’altra parte, ricorda l’associazione provinciale, già a giugno gli apicoltori parlavano, riguardo alla raccolta del miele d’acacia come di una delle peggiori annate che si ricordano, con un crollo almeno dell’80 per cento, e anche oltre.

Dalla Bassa vercellese alle baragge, fino ai monti di Biellese e Valsesia, il maltempo ha lasciato “a terra” le api. «Sono oltre 100 i soggetti dediti all’apicoltura nel Vercellese, altrettanti nel Biellese – spiega Coldiretti -. Si tratta per la maggior parte di hobbisti, con una ventina di imprese professionali che si distinguono nel panorama nazionale per la produzione di miele di qualità, tra cui quelli di castagno, acacia, millefiori, rododendro e altre varietà. Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm, è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria, sostenuta dalla Coldiretti.

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