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Valdilana ricorda “Marino”, l’uomo della panchina verde e dei garofani rossi

Antonio Marampon aveva 95 anni. Sarto e poi operaio, insieme alla moglie Carmen aveva trasformato l’edicola in un luogo d’incontro.

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Nei giorni scorsi la frazione Campore di Valdilana ha dato l’ultimo saluto ad Antonio Marampon, per tutti Marino, storico abitante della frazione e volto conosciuto da generazioni. Classe 1931, originario di Baone, in provincia di Padova, a 18 anni si era trasferito nel Biellese, stabilendosi a Valle Mosso e costruendo qui la propria famiglia e la propria vita.

Durante il funerale don Mario Foglia Parrucin ha letto anche una lettera di Alberto Scarangella, ricordo affettuoso di un uomo capace di diventare un riferimento per il quartiere. Marino aveva lavorato inizialmente come sarto, aprendo una propria attività, per poi entrare negli anni Settanta come operaio alla Zignone.

L’edicola e quella panchina diventata un’agorà

Con la moglie Carmen aveva condiviso anche la quotidianità dell’edicola-tabaccheria di Campore. Prima di recarsi in fabbrica era lui ad aprire il negozio, che negli anni era diventato molto più di un’attività commerciale: un luogo nel quale incontrarsi, discutere e raccontarsi le piccole e grandi vicende del paese.

Lo stesso ruolo lo aveva assunto la panchina verde sotto i portici del condominio di viale Mongilardi. Marino l’aveva recuperata dalle acque dello Strona dopo un atto vandalico. Lì si fermava con gli amici per leggere il giornale, parlare di sport, giocare a carte o semplicemente osservare la vita della frazione.
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I garofani rossi per accompagnare Marino

Dopo la scomparsa di Carmen, quella panchina era diventata ancora più importante, aiutandolo ad affrontare la solitudine attraverso il dialogo e la compagnia. La sua disponibilità verso gli altri resta anche nell’esempio trasmesso ai figli Claudio, già sindaco e assessore provinciale, e Laura, insegnante.

Sulla bara sono stati deposti soltanto garofani rossi. Marino aveva ricevuto un mazzo di quei fiori molti anni prima, come primo regalo di compleanno della sua vita, e da allora vi era rimasto profondamente legato. Una rosa rossa, tra quelle che amava coltivare personalmente, lo ha accompagnato nel suo ultimo viaggio.

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