AttualitàVarallo e alta Valsesia
Da Grignasco verso la Capanna Margherita a piedi: quasi cento chilometri in cinque tappe
Vito Summa e Alberto Milone hanno attraversato la Valsesia fino al Monte Rosa. La neve li ha fermati poco prima della meta finale.
Sono partiti a piedi da Grignasco con l’obiettivo di raggiungere la Capanna Margherita, sul Monte Rosa, affrontando quasi cento chilometri in cinque tappe. Protagonisti dell’impresa sono Vito Summa e Alberto Milone, rispettivamente 36 e 58 anni, originari di Cavallirio e Grignasco.
Il progetto era ambizioso: risalire progressivamente tutta la Valsesia, privilegiando sentieri e percorsi secondari, fino ad arrivare al rifugio più alto d’Europa. La preparazione del viaggio è stata studiata nei dettagli, con la definizione delle tappe e la prenotazione dei pernottamenti lungo il percorso.
L’idea nata da un’altra avventura
L’iniziativa è nata dopo una precedente esperienza di Summa. «L’anno scorso ho percorso la Via degli Dei tra Emilia e Toscana e, conoscendo questa mia esperienza, Alberto mi ha proposto di salire insieme alla Margherita partendo da Grignasco». La proposta è stata accolta subito con entusiasmo e i due hanno iniziato a organizzare il cammino.
«Non essendo mai salito al rifugio più alto d’Europa, ho accolto volentieri l’idea – racconta Summa -. Così ci siamo organizzati, preparando le varie tappe e prenotando i pernottamenti». L’obiettivo era unire una lunga traversata della valle alla salita finale, trasformando il viaggio in una vera esperienza di scoperta.
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Cinque tappe attraverso la Valsesia
La prima giornata ha portato i due escursionisti da Grignasco fino a Varallo, mentre nella seconda hanno raggiunto Scopello. La terza tappa si è conclusa all’Alpe Stofful Inferiore, sopra Alagna, dove si trova la baita del Cai di Grignasco. Da lì è iniziata la parte più impegnativa del percorso.
Nella quarta giornata Summa e Milone hanno affrontato la salita verso il Monte Rosa, raggiungendo il rifugio Mantova. L’ultima tappa avrebbe dovuto portarli alla Capanna Margherita, completando un itinerario lungo quasi cento chilometri dalla Bassa Valsesia fino all’alta montagna.
La neve ferma la salita finale
La partenza decisiva è avvenuta prima dell’alba, con le torce, ma il meteo ha presto cambiato i programmi. «Arrivati sopra la Capanna Gnifetti è salita la nebbia e ha iniziato a nevicare», racconta Summa. Le condizioni hanno reso impossibile proseguire in sicurezza verso il rifugio.
«Abbiamo dovuto fermarci e rinunciare alla salita – prosegue -. Siamo stati sfortunati perché ha nevicato solo quel giorno, ma contro il meteo non abbiamo potuto fare nulla». La rinuncia ha lasciato inevitabilmente un po’ di amarezza, senza però cancellare la soddisfazione per il cammino compiuto.
Il viaggio lento lungo i sentieri
L’esperienza non è stata soltanto una prova fisica. I due hanno scelto di attraversare la Valsesia lentamente, evitando il più possibile le strade principali. «Già da Grignasco siamo saliti ad Ara e poi a Fenera San Giulio attraverso i sentieri». Il percorso ha permesso di riscoprire luoghi e paesi della valle da una prospettiva diversa.
Lungo la strada non sono mancati incontri curiosi. Ad Ara una conoscenza comune ha offerto loro un caffè, mentre a Roccapietra Alberto ha incontrato un ex compagno di scuola che non vedeva da trent’anni. Una semplice sosta si è trasformata in un momento speciale, con anche la scoperta del funzionamento di un vecchio impianto idrico.
«Un’esperienza che ricorderemo a lungo»
Durante il cammino molte persone, incuriosite dagli zaini e dall’itinerario dei due escursionisti, si sono fermate a chiedere dove fossero diretti. Anche questi incontri hanno dato valore all’avventura, trasformando il percorso in un susseguirsi di piccoli episodi e relazioni.
«Nel complesso abbiamo vissuto un’esperienza davvero molto bella – sottolinea Summa -. Nonostante la delusione di non aver raggiunto la meta, siamo soddisfatti della nostra prova». Il viaggio ha lasciato ricordi destinati a durare, ben oltre il mancato arrivo alla vetta.
L’anno prossimo ci riprovano
La Capanna Margherita è rimasta a un passo, ma la sfida non è finita. «L’anno prossimo vogliamo ritentare a salire all’agognato rifugio», annuncia Summa. L’obiettivo resta quindi quello di arrivare finalmente in cima, questa volta con una strategia leggermente diversa.
La prossima partenza avverrà infatti da Alagna, rendendo il percorso «un po’ più soft». La meta, però, resterà sempre la stessa: la Capanna Margherita e quel punto più alto del Monte Rosa che, questa volta, i due sperano di poter raggiungere.
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