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Gattinara saluta Walter: palloncini in cielo per il campioncino | FOTO

Tantissima gente al funerale del ragazzino appassionato di calcio.

Gattinara saluta Walter: palloncini in cielo per il campioncino. Tantissima gente al funerale del ragazzino appassionato di calcio.

Gattinara saluta Walter: palloncini in cielo per il campioncino

L’inno della Juventus, i palloncini bianchi che volano in cielo, insieme alle mini mongolfiere di carta. Così mercoledì 20 novembre gli amici hanno salutato Walter Lo Chiano, prima di esplodere in un pianto liberatorio collettivo, al termine del funerale, celebrato nella parrocchiale di Gattinara.

La chiesa gremita

La chiesa di San Pietro non è riuscita a contenere tutti coloro che hanno voluto dare l’addio al giovane gattinarese morto a 16 anni per un tumore. Una malattia che lo ha debilitato ma che non gli ha mai fatto perdere il suo amore per la vita e per le sue passioni. Il giovane è morto domenica sera all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove era ricoverato. Walter ha giocato fino a due anni fa nelle giovanili dell’Fc Gattinara. Gli amici, il calcio, la Juventus e la sua famiglia. Sono queste le cose a cui Walter ha sempre tenuto, fino all’ultimo istante.

“Tu che conosci il cielo”

A presiedere la cerimonia funebre è stato don Diego, un cappellano militare, giunto a Gattinara insieme a una delegazione degli alpini, di cui il padre Marco è un sergente. Il sacerdote ha iniziato e concluso la sua omelia citando una canzone di Ligabue, “Tu che conosci il cielo”. «Una canzone – ha detto il sacerdote – che esprime il bisogno di Dio nel cuore di ogni uomo. Walter, pur non essendo un militare, ha dimostrato di essere un combattente. Ha combattuto contro un male che non guarda in faccia a nessuno. Ci ha insegnato ad amare la vita e a considerare prezioso ogni momento. La malattia ha vinto il suo corpo, ma non la sua anima, che è rimasta sempre bella, legata alla vita e alle sue passioni».

Un grande campione

Don Diego ha descritto Walter come «un grande campione, un giovane uomo maturato in fretta nel crogiolo della sofferenza. E intorno a un grande campione c’è sempre un ottimo team, che in questo caso è stata la sua famiglia, con tutti i sacrifici che hanno fatto». Il sacerdote si è poi rivolto al padre, Marco: «Sergente Marco, dove hai trovato tutta questa forza? Sei stato un mister speciale. Tutti noi alpini ti abbiamo ammirato. Ti ringraziamo per la tua testimonianza d’amore».

L’addio degli amici

Poi gli amici hanno letto l’ultimo saluto. «Grazie per essere stato per noi come un fratello, grazie per averci donato il sorriso in ogni momento, soprattutto nei momenti più brutti, grazie per aver sempre camminato mano nella mano con noi, grazie per la vera amicizia, per aver trascorso insieme a noi le prime esperienze, che non dimenticheremo mai, grazie per tutte le canzoni cantate a squarciagola». Quando il feretro viene accompagnato fuori dalla chiesa, ad accoglierlo c’è un clarinetto che suonava di Ennio Morricone. Poi l’inno della Juventus, la squadra che Walter ha sempre amato.

 

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