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Prove di riapertura per il rifugio sul Monte Barone

Permangono però tante incognite per il futuro prossimo.

Prove di riapertura

Prove di riapertura al rifugio: durante la Pasqua la struttura ha potuto offrire il servizio con asporto.

Prove di riapertura

Anche in montagna la normalità appare ancora lontana. Al rifugio Monte Barone dell’alpe Ponasca sopra Coggiola è stata una Pasqua e Pasquetta con pochi passaggi. La zona rossa ha fortemente condizionato le presenze di turisti, soltanto i residenti o sportivi potevano muoversi in zona.
«Siamo saliti sabato mattina presto e il tempo ci ha aiutato, anche se le temperature hanno iniziato a calare già da Pasquetta – spiega Mara Viganò che gestisce la struttura del Cai Valsessera insieme a Paolo Montini -. Gente ne è passata, ma i numeri sono molto lontano da quelli soliti. Siamo comunque contenti di esserci stati, eravamo saliti per fare alcuni lavoretti e ci ha fatto piacere che qualcuno si sia fermato per un tè, un caffè o un pezzo di torta, ovviamente tutto d’asporto come prevede il Dpcm».

Le incognite

Sul proseguimento della stagione tante incertezze e incognite, molto dipenderà dai prossimi decreti: «Aprire così è anti economico. Siamo condizionati dal meteo con l’asporto e quando sarà possibile all’interno del locale più di dodici persone non potranno entrare. Ci organizzeremo con i turni come abbiamo fatto l’anno scorso. Si naviga a vista su tutto».
Il rifugio Monte Barone già durante il primo lockdown e zona rossa era stato tra i primi a puntare sull’asporto, anche se in quota. I panini, le pietanze o le bevande è possibile consumarle anche nel prato attorno alla struttura, lo spazio di certo non manca e la neve sta iniziando a ritirarsi.

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