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Quintino Sella: lo statista amante della montagna raccontato dal Cai

Il volume curato da Pietro Crivellaro traccia un interessante ritratto del politico biellese, grande amante della montagna.

Quintino Sella, lo statista con gli scarponi. L’invenzione del Cai”: il volume curato da Pietro Crivellaro traccia un interessante ritratto del politico biellese, grande amante della montagna.

Quintino Sella, lo statista con gli scarponi

La lettera del Monviso di Quintino Sella, ovvero il resoconto della scalata che ha portato alla fondazione del Club alpino italiano nel 1863, è uno titolo storico molto citato e celebrato. Ma il fondatore del Cai ha prodotto molti altri scritti sulla montagna. Testi rari e perfino inediti, messi a disposizione dalla Fondazione Sella, che sono stati raccolti per la prima volta nel nuovo libro “Quintino Sella, lo statista con gli scarponi. L’invenzione del Cai”, a cura di Pietro Crivellaro. Il volume, edito dal Club alpino italiano per la collana “Personaggi”, oltre a contenere la famosa lettera inviata all’amico Gastaldi, intende fare luce su aspetti poco conosciuti e sorprendenti della vita di Quintino Sella. Per tre volte ministro delle Finanze del Regno d’Italia, Sella fu un politico, uno scienziato e un alpinista.

 

3 Commenti

  • Roberto x ha detto:

    Nel 1876, istituì la famigerata “tassa sul macinato”, diventando così inviso a tutti i contadini. Il mio bisnonno, classe 1864, riferì della leggenda che circolò dopo la sua scomparsa. Si diceva che nemmeno la terra lo volesse e che riaffiorasse dal suolo benché tumulato.

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