Idee & Consigli
Fiera LAMIERA: numeri record per un settore che l’Italia conosce poco
A maggio la ventitreesima edizione di LAMIERA, la fiera internazionale dedicata alla lavorazione dei metalli che si tiene a fieramilano Rho ha visto oltre 18.000 ingressi di operatori professionali, più di 400 aziende espositrici provenienti da 23 paesi, 40.000 metri quadrati di superficie occupata. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi dichiarazione lo stato di salute di un comparto che in Italia vale molto più di quanto la sua scarsa visibilità mediatica lasci intuire.
Il settore della lavorazione dei metalli è uno dei pilastri silenziosi dell’economia manifatturiera nazionale. Silenzioso perché spesso rimane nell’ombra rispetto ad altri comparti più visibili, ma tutt’altro che marginale: secondo i dati dell’ISTAT, il fatturato del settore della lavorazione delle lamiere si aggira intorno ai 15 miliardi di euro, con circa 60.000 addetti impiegati lungo tutta la filiera. Se si allarga lo sguardo alle costruzioni metalliche in senso più ampio, la domanda nel 2024 ha raggiunto i 3,5 miliardi di euro, con proiezioni che puntano a superare i 4 miliardi, trainate in buona parte dagli investimenti pubblici del PNRR e dai cantieri infrastrutturali. Anche il contesto europeo conferma la solidità del comparto: tra il 2019 e il 2023 la produzione venduta di strutture metalliche è cresciuta del 45,5%.
All’interno di questo universo produttivo, le lamiere bugnate e mandorlate occupano una nicchia specifica ma estremamente diffusa, presente in ambiti che spaziano dall’industria pesante all’architettura di interni. Sono prodotti che molti usano ogni giorno senza nemmeno saperlo: il pavimento metallico di una scala antincendio, il piano di calpestio di un veicolo commerciale, il rivestimento decorativo di una facciata industriale. Eppure, dietro alla loro apparente semplicità si nascondono scelte tecniche precise che possono fare una grande differenza in termini di sicurezza, durata e costi di manutenzione.
Cosa sono esattamente e come si distinguono
Spesso i termini “bugnata” e “mandorlata” vengono usati come sinonimi, ma in realtà si riferiscono a due prodotti con caratteristiche leggermente diverse, anche se accomunati dalla stessa logica costruttiva di base: una superficie piana lavorata meccanicamente in modo da ottenere rilievi regolari che ne aumentano la rigidità e, soprattutto, eliminano il rischio di scivolamento.
La lamiera bugnata è quella in cui i rilievi (chiamati appunto bugne) possono assumere forme diverse: le più comuni sono la bugna a rombo, quella tonda e quella quadra. Ogni forma risponde a esigenze specifiche, sia in termini di aderenza superficiale che di estetica finale. La bugna a rombo è probabilmente la più riconoscibile, con i suoi motivi obliqui che creano un effetto visivo ordinato e molto utilizzato in ambito decorativo. La bugna tonda e quella quadra offrono invece un profilo più neutro, spesso preferito in ambienti dove la funzionalità prevale sull’aspetto.
La lamiera mandorlata, invece, si distingue per il tipo di rilievo: la “mandorla” è un elemento allungato, con proporzioni tipicamente intorno ai 25-35 mm di lunghezza e 4-10 mm di larghezza a seconda del materiale utilizzato. Questa geometria conferisce alla superficie una rigidità maggiore rispetto alle bugne più compatte, rendendola la scelta preferenziale per piani di calpestio sottoposti a carichi elevati e a un utilizzo continuo. Le scale industriali, le pedane di accesso ai macchinari, le piattaforme di lavoro nei cantieri: sono tutti contesti in cui la mandorlata si fa preferire perché è progettata esattamente per resistere nel tempo senza richiedere interventi frequenti.
Materiali: la scelta giusta dipende dall’ambiente di utilizzo
Uno degli aspetti che più spesso crea confusione al momento dell’acquisto riguarda il materiale base da scegliere. La risposta dipende quasi interamente dall’ambiente in cui la lamiera sarà installata e dalle sollecitazioni a cui verrà sottoposta. La gamma di combinazioni possibili tra materiale, forma della bugna e spessore è piuttosto ampia: le varie tipologie di lamiera bugnata su Actis Furio, un’azienda specializzata nel settore, mostrano bene quanto questa varietà sia concreta e applicata a contesti molto diversi tra loro.
L’alluminio è il materiale più leggero tra quelli disponibili e offre un buon rapporto tra resistenza meccanica e maneggevolezza. È naturalmente resistente alla corrosione grazie allo strato di ossido che si forma spontaneamente in superficie, il che lo rende particolarmente adatto per impieghi all’aperto o in ambienti con umidità elevata. Le lamiere mandorlate in alluminio hanno spessori che vanno tipicamente da 2 a 5 mm, con mandorle di dimensioni tra 30 e 35 mm di lunghezza. Un limite dell’alluminio è la sua minor durezza rispetto all’acciaio: in ambienti soggetti a urti violenti o carichi concentrati molto elevati, potrebbe non essere la scelta più indicata.
L’acciaio al carbonio offre una resistenza meccanica superiore e un costo generalmente inferiore rispetto alle varianti inossidabili, ma richiede trattamenti superficiali adeguati come zincatura, verniciatura e fosfatazione, se esposto ad ambienti umidi o corrosivi. La versione zincata è una soluzione intermedia molto pratica per ambienti industriali in cui la resistenza alla corrosione è necessaria ma non critica.
Gli acciai inossidabili, disponibili nelle qualità AISI 304 e AISI 316, rappresentano la scelta più robusta per gli ambienti aggressivi. La differenza tra i due gradi sta principalmente nella resistenza ai cloruri: l’AISI 316 contiene molibdeno, che lo rende significativamente più resistente agli ambienti marini e a quelli con presenza di acidi o sali. Le lamiere mandorlate in acciaio inox hanno spessori che vanno da 3 a 6 mm, con mandorle più grandi rispetto all’alluminio. Il costo è maggiore, ma in applicazioni critiche come impianti alimentari, industria farmaceutica e ambienti costieri è quasi sempre la scelta obbligata.
Esistono poi materiali su richiesta come l’ottone, utilizzato principalmente per applicazioni decorative o in settori molto specifici dove le proprietà elettriche o la resistenza alla corrosione in ambienti particolari richiedono soluzioni fuori standard.
Come ordinare e cosa specificare: i dettagli che fanno la differenza
Molti errori nella scelta di una lamiera bugnata o mandorlata nascono non dalla mancanza di conoscenza tecnica, ma dall’incertezza su cosa comunicare al fornitore. Il risultato è spesso un prodotto che non si adatta perfettamente all’utilizzo previsto, con conseguenti costi aggiuntivi di rilavorazione o, nel peggio dei casi, sostituzione.
I parametri da indicare al momento dell’ordine sono sostanzialmente quattro. Il primo è il tipo di materiale: acciaio inox (specificando AISI 304 o AISI 316), acciaio al carbonio, acciaio zincato, alluminio, ottone o altro su richiesta. Il secondo è il formato: i più comuni sono 1000×2000 mm, 1250×2500 mm e 1500×3000 mm, ma è possibile richiedere il taglio a misura, che riduce gli scarti e semplifica l’installazione. Il terzo è lo spessore, espresso in millimetri, che varia in funzione del materiale e del carico previsto. Il quarto, infine, è la tipologia e la misura della bugna o della mandorla: rombo, tonda o quadra per le bugnate; dimensione della mandorla per le mandorlate.
Un dettaglio tecnico importante da tenere a mente: non è possibile realizzare lamiere bugnate con bordi perimetrali privi di bugne. Chi progetta un rivestimento e si aspetta una fascia liscia lungo i bordi per ragioni estetiche o di montaggio dovrà valutare soluzioni alternative, come la lavorazione a CNC del bordo dopo la fornitura o l’uso di profili copribordo. È invece possibile richiedere la produzione con fori di scarico, utili in applicazioni dove si vuole evitare il ristagno di liquidi: pavimenti industriali bagnati, pedane all’aperto, piattaforme di lavaggio.
Una considerazione finale, spesso sottovalutata, riguarda il peso. Le lamiere metalliche, specialmente quelle in acciaio inox di spessore significativo, hanno un peso per metro quadro che può diventare rilevante in fase di installazione e di calcolo strutturale del supporto. Un metro quadro di lamiera mandorlata in acciaio inox da 4 mm pesa circa 32 kg: moltiplicato per le superfici di un pavimento industriale di medie dimensioni, si ottengono carichi che richiedono una pianificazione accurata. L’alluminio, con il suo peso specifico circa tre volte inferiore a quello dell’acciaio, offre in questi casi un vantaggio pratico non trascurabile, pur mantenendo prestazioni antiscivolo del tutto comparabili.
In definitiva, scegliere la lamiera giusta non è complicato, ma richiede di partire dall’utilizzo reale piuttosto che dal prezzo di listino. Ambiente di installazione, carico previsto, frequenza di utilizzo e requisiti estetici sono le quattro variabili da tenere sempre presenti. Con queste informazioni chiare, il dialogo con il fornitore diventa molto più efficace e il risultato finale molto più soddisfacente.
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